Basta piangere: come trasformare le lamentele in azioni e opportunità

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basta piangere, uomo pensieroso
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“Basta piangere” è il titolo di un libro Aldo Cazzullo ma potrebbe essere anche un mantra, una frase da ripetere spesso a noi stessi durante il giorno per migliorare la nostra qualità di vita. La lamentela è un pianto silenzioso oppure arrabbiato, è una cantilena che sento spesso suonare per cose davvero inutili e superficiali.

Si piange per dolore e per tristezza

In realtà sono una fautrice del pianto quando serve ad esprimere le emozioni: di dolore, di tristezza o di gioia. Quando serve a far sì che ciò che ci accade non si blocchi nel corpo creando disagi e malattie. Ma sappiamo tutti che c’è un pianto inutile: la lamentela che ci impedisce di agire e ci fa restare in situazioni, luoghi e persone che noi stessi abbiamo scelto.

Accorgiti quando è ora di dirti “basta piangere”

La vita non è una passeggiata per nessuno, ma molto spesso per abitudine ci lamentiamo di cose davvero inutili: per il freddo o per il caldo, perché “non c’è rete” o il nostro dispositivo elettronico è lento (qui la lamentela vale solo se lo avete pagato molti soldi 😊), per la coda al supermercato. La lamentela fa parte dei nostri pensieri quotidiani, si instilla nella mente e ci fa notare le piccole e inutili cose che non funzionano. Usiamo le energie per pensare a ciò che non funziona, invece di agire per sistemarlo! Fermati e accorgiti…ascolta i tuoi pensieri ed anche quello che dicono le persone attorno a te.

Trasforma la lamentela in opportunità

Quello che non va o non ti piace può essere sistemato. Forse non sempre ma la maggior parte delle volte sì. Basta cambiare atteggiamento, basta smettere di lamentarsi per accorgersi che è più utile per noi stessi e per chi ci circonda

“accettare le cose che non posso cambiare, il coraggio di cambiare le cose che posso,
e la saggezza per conoscere la differenza”

come dice la preghiera della serenità.

Suggerisco vivamente di leggere il libro “Basta piangere” che ci ricorda quanto è piena di benessere e agiatezze la nostra vita e quanta energia resta a nostra disposizione quando smettiamo di lamentarci.

Basta piangere pensando a ciò che è stato.

Non ho nessuna nostalgia del tempo perduto.

Non era meglio allora. È meglio adesso.

L’Italia in cui siamo cresciuti era più povera, più inquinata, più violenta, più maschilista di quella di oggi.

C’erano nubi tossiche come a Seveso, il terrorismo, i sequestri.

Era un Paese più semplice, senza tv a colori, computer, videogiochi.

Però il futuro non era un problema; era un’opportunità.

Aldo Cazzullo, Basta piangere

Basta Piangere! Basta Piangere!
Storie di un’Italia che non si Lamentava
Aldo CazzulloCompralo su il Giardino dei Libri

 

Basta piangere! di Aldo Cazzullo rievoca

  • personaggi
  • canzoni
  • film
  • libri e oggetti…

di un’Italia che si accontentava di poco:

  • Yanez e Orzowei
  • il mago Silvan
  • le piste per le biglie
  • i Giochi senza frontiere e la Febbre del sabato sera
  • i miti dello sport e della musica
  • le mode effimere e i cambiamenti profondi.

Attraverso il racconto degli ultimi decenni, Aldo Cazzullo ricostruisce l’inizio della crisi e il modo in cui se ne può uscire: i quarantenni, anziché beccarsi come i capponi di Renzo, si uniscano per cambiare il Paese.

E i ragazzi smettano di piagnucolare per qualcosa che ancora non conoscono e che dipende soprattutto da loro: il futuro.

© Riproduzione riservata.
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