Bacche Inca o bacche d’oro, un superfood

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Bacche Inca: la nuova tappa del viaggio alla scoperta dei superfood è di nuovo in Sud America. Qui crescono le Bacche d’oro. Il nome botanico della pianta che ci dona  questa meraviglia della natura è Physalis peruviana, ma ci sono molti altri appellativi per indicare questi preziosi frutti: alchechengi, uciuva, “bacca degli Aztechi”  e anche “bacca del capo”.

Tanti nutrienti e antiossidanti per un superfood

Le bacche Inca sono ricche di antiossidanti. Ne contengono  di più delle bacche di Goji, del tè verde e dei mirtilli, giusto per fare un esempio.

Ma l’interesse nutrizionale e le loro proprietà sono anche altre, a partire dall’alto contenuto di fibre, favorevoli al  benessere e all’equilibrio delle funzioni intestinali.

Le pectine ad esempio sono una qualità di fibre con particolari proprietà chelanti, ovvero hanno la capacità di interferire con l’assorbimento di glucidi e lipidi.

Le altre proprietà

Altre proprietà note delle bacche d’oro sono inoltre quelle gelificanti ed emollienti della pectina che se inserita in un regime alimentare sano ed equilibrato, risulta benefica  per regolarizzare le funzioni intestinali.

In particolare svolge un ruolo benefico in situazioni opposte:

  • sia nei casi di  diarrea in quanto la pectina aumenta la consistenza delle feci,
  • sia in presenza di stitichezza, in quanto, con una adeguata assunzione di acqua, è in grado di favorire il transito intestinale .

Veniamo poi al betacarotene, che esercita un’azione protettiva e antiossidante su tutto l’organismo. I carotenoidi contenuti nell’uciuva inoltre hanno dimostrato di possedere forti qualità antiinfiammatorie e di nuovo  – importante –  antiossidanti.

E’ stata  inoltre rilevata la presenza della melatonina, che aiuta a prevenire le malattie associate allo stress ossidativo, incluse quelle neuro degenerative  tipiche delle situazioni di invecchiamento precoce seppure in età avanzata.

Minerali e vitamine

In queste meravigliose bacche sono inoltre presenti importanti minerali come

  • Fosforo che  regola importanti processi biochimici,
  • Ferro, che svolge un importante ruolo nel trasporto di ossigeno ai tessuti e nella formazione di nuovi enzimi,
  • potassio, anche se alcune tabelle non lo menzionano.

L’esame dei valori nutrizionali evidenzia valori abbastanza diversi tra i vari prodotti in commercio, forse anche in riferimento alla specifica qualità esaminata, e quindi vi riporto quelli del prodotto “assaggiato”, certificato bio.

Queste bacche naturali essiccate, che non hanno subito alcun trattamento per la conservazione, evidenziano numeri interessanti:

  • un potere energetico di circa 330 kcal per 100 grammi (prodotto essiccato e crudo),
  • oltre il 60% di carboidrati,
  • circa il 16% di proteine (interessante!),
  • 15% di fibre e il
  • 3%% di grassi buoni.

Segnalo inoltre, tra le vitamine, la vitamina C (8 mg).

La raccolta e il sapore delle bacche Inca

La preziosa e buonissima  bacca di color arancione chiaro si nasconde all’interno del fiore secco dell’alchechengi.

Le bacche inca vengono raccolte a mano e poi essiccate al sole, in modo da conservare intatto  le loro qualità nutrizionali e il loro gusto unico. Così essiccate possono esser conservate a lungo e quindi utilizzate in cucina per la preparazione di dolci, biscotti, torte, oppure con insalate, macedonie, o anche in aggiunta a yogurt e tisane.

Sono ottime anche consumate al naturale come spuntino di metà mattina o metà pomeriggio, oppure come complemento della colazione.

Un’altra idea è consumarle come dessert accompagnate con cioccolato e del buon vino. Anche  il sapore è unico: è dolce ma leggermente acido, agrodolce appunto.

La prova di assaggio di una persona esperta  ha dato questa tra le risposte più creative: “un mix di prugna, mora, nocciola e un retrogusto di lime”. Ma spiegare un sapore non potrà mai darvi l’idea di come realmente sia, se non le assaggiate. Quindi, assaggiatele!

Quali scegliere

Si consumano essiccate, anche fresche, ma non sono molto diffuse. La dose consigliata è di uno o due cucchiai al giorno per gli adulti e di un paio di cucchiaini per i bambini. Come di rito consiglio di scegliere prodotti di qualità, quindi al naturale (senza aggiunta di zucchero o conservanti), da agricoltura biologica meglio se non sottoposte a conservazione. E’ importante. Ricordate questa regola: meno è meglio, ovvero meglio la qualità di un prodotto sano e naturale, rispetto alla quantità di un prodotto economico ma di scadente e di dubbia provenienza.

Bacche Inca, novità per la nostra dieta

Il solo fatto che possa costituire un elemento innovativo della nostra dieta, unito alle caratteristiche nutrizionali davvero uniche, è di per se un buon motivo per assaggiare le bacche Inca, e per aggiungerle alla lista dei nostri snack supersani da consumare di tanto in tanto, alternati agli altri superfood più o meno esotici.  Confesso un po’ di entusiasmo nonostante l’appartenenza della pianta alla famiglia delle solanacee, nonostante non sia un prodotto del nostro territorio, nonostante questa volta non vi abbia parlato di stagionalità, che continuo a raccomandare per la maggior parte dei cibi dell’alimentazione quotidiana.

Qualche informazione sulla pianta

La Physalis Peruviana si sviluppa in aree incontaminate di Perù, Colombia ed Ecuador, fra i 1.800 e i 2.800 m di altitudine con abbondanti precipitazioni annue, e si ramifica nel suolo, contribuendo a preservare il terreno dall’erosione: non a caso predilige i  terreni sabbiosi ed argillosi.

Ed è proprio in quelle terre del sud America che  viene consumata sin dai tempi antichi per i suoi effetti stimolanti e rigeneranti di tutto l’organismo.  Dalla fine del XVIII secolo però fu importata e coltivata anche in Inghilterra, e successivamente in Sud Africa nella regione del Capo di Buona Speranza, da cui il nome citato sopra.

In primavera i rami si adornano di tanti fiori gialli i cui sepali , una volta sfiorito il fiore, si richiudono a forma di palloncino per permettere la crescita del frutto all’interno. Quando il frutto è maturo i sepali assumono il caratteristico colore arancione chiaro che sicuramente vi è capitato di vedere – insieme al frutto – come guarnizione di dolci di pasticceria. L’Alchechengi (o Alchechengio) è un frutto dalla buccia liscia color giallo, molto simile ad un pomodorino.

Appartiene alla famiglia delle solanacee

La Physalis peruviana  è un arbusto che appartiene alla famiglia delle Solanacee , la stessa famiglia a cui appartengono il pomodoro, la patata, la melanzana, e il peperone. Da tempi i antichi le popolazioni indigene utilizzano questo interessante frutto come coadiuvante per ascessi, tosse, febbre e mal di gola; Santa Ildegarda lo consigliava per problemi oculari e mal d’orecchio.

Molte varietà

Segnalo inoltre che esistono diverse specie di Alchechengi, e tra le più note troviamo la Physalis alchechengi  o Alchechengi comune, caratterizzata da

  • foglie ovali,
  • fiori bianchi o gialli,
  • frutti rossastri ed amarognoli grandi come ciliege.

La Physalis peruviana con foglie larghe e frutti di colore giallo, dal sapore dolciastro; la Physalis pubescens, simile all’Alchechengi comune, ma con bacche di colore verde o giallo. In questo articolo faremo riferimento alla famiglia in generale nella  sua forma essiccata.

Bacche Inca Bio
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