Ayurveda: Karma, Dosha, Guna

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Continuiamo il viaggio nella conoscenza dell’Ayurveda iniziato con l’articolo Ayurveda, la scienza della vita eterna

Karma e reincarnazione

Sia per la Charaka- samhita , sia per la Sushruta- samhita, l’Ayurveda non è semplicemente un sistema di medicine  per curare malattie e squilibri nel corpo cosi come avviene per la medicina moderna occidentale.

L’Ayurveda è soprattutto maestra di conoscenza di una filosofia di vita onnicomprensiva, che tratta e descrive la scienza e la tecnologia del fenomeno  della creazione (utpatti), della preservazione (sthiti) e della emancipazione ( visarjana) che rappresentano il processo di vita universale.

Inoltre, esso non si occupa della vita umana solo a partire dal momento del concepimento, ma anche delle origini di karma e samskara  (principio di azione e reazione, simile al terzo principio della dinamica, enunciato in tempi moderni da Sir Isaac Newton) delle vite precedenti;  karma e samskara che il corpo  eredita e porta con sé dalle vite passate alla vita attuale e che di nuovo porterà con sé nella prossima vita dopo la morte.

Sia per l’antica scienza vedica, sia per quella moderna , quando lo Shukra (seme maschile) e il Rajas (ovulo femminile) si incontrano, essi danno forma ad un nuovo jiva, un nuovo essere vivente fatto di spirito e bagaglio karmico delle vite precedenti.

A partire da questa unica cellula, il corpo umano si sviluppa per intero nel grembo della madre. E’ da questa prima cellula che parte l’inizio della vita umana. La conoscenza vedica ci dice che la nuova vita formatasi porterà con sé i samskara delle vite precedenti . Al momento  del decesso, infatti, il prana, la forza vitale, abbandona le spoglie mortali, che tornano a  fondersi nei panch-mahabhuta, a questo avviene durante il processo di cremazione del corpo. Successivamente, il jiva entra in un corpo nuovo, generando una nuova esistente.

Il nuovo corpo è una combinazione ancora dei panch-mahabhuta, atman (anima) e dei samskara delle vite precedenti che il jiva (essere vivente) si e guadagnato. Questo ciclo di morte e rinascita continua, passando da un corpo all’ altro, fino a quando l’anima resta avvinghiata nelle spire fatali dei Karma e dei Samskara. I samskara sono il risultato del karma, cioè di di tutte la azioni compiute in vita. Essi danno la loro impronta all’anima e si riflettono nelle mente di ogni individuo. Rappresentano la somma totale e il risultato di tutti i karma vissuti dall’ individuo nelle vite precedenti.

L’incessante ciclo di nascita

Tutto lo svolgersi del processo della vita davanti a noi non è altro che l’incessante ciclo di nascita che si ripete: karma, samskara, karma, samskara, morte e ancora rinascita.

Questo processo continua all’infinito fino a quando restiamo sotto  la stretta delle impressioni profonde di karma e samskara che sembrano soffocare la nostra mente e la nostra anima. Per fare un esempio pratico, si può dire che sono come un nastro avvolto intorno ad una bobina.

Questo fenomeno è anche conosciuto come legame dell’ignoranza o maya. Si tratta di un’illusione, responsabile di tutte le tentazioni del nostro essere psicofisico, che ci lega inscindibilmente al karma. Ogni azione guidata dal karman, quindi ogni azione che si verifica sotto la spinta del karma stesso, genera un nuovo samskara. È in questo modo che si perpetua il ciclo della vita umana. È tramite il karma che in noi si generano tutte le impressioni, sia dei piaceri dei sensi sia dei dolori, delle sofferenze fisiche e mentali.

Il processo di avvicinamento alla mukti (la meta ultima, la liberazione), prevede il raggiungimento delle nostre consapevolezza dell’atman, lo spirito, cioè della forza universale che sostiene l’universo, rappresentata dai panch-mahabhuta, presenti ad un microlivello all’interno del nostro corpo, e anche, naturalmente della consapevolezza del potere supremo, paramatman, che governa l’universo intero a livello macro.

Quando raggiungiamo la consapevolezza di queste due grandi forze, atman e paramatman, siamo allora in grado di capire   che l’atman, lo spirito, è sempre libero dalle catene del sistema di karma e samskara.

Dosha e Guna: il corpo vive, la mente interagisce

Secondo l’antica conoscenza vedica ed in particolar modo nelle strofe sapienti descritte nell’antica filosofia matematica del Samkhya, l’universo intero è costituito da cinque elementi basilari chiamati panch (5) maha (grossolani) bhuta (elementi primordiali della materia).

Essi sono:

Akasha (etere), Vayu (aria), Tejas (fuoco), Jala (acqua) e Prithivi (terra).

Tutto ciò che vi è nel Creato, tutte le attività dell’intero universo, karma e samskara, funzionano e sono governate dalle combinazioni e dalle permutazioni che avvengono all’interno di queste cinque categorie di elementi fondamentali. Lo stesso principio si attua identico all’interno del nostro corpo. Di conseguenza, il corpo umano ricostruisce in sé l’esatta rappresentazione della struttura dell’universo, in dimensioni più ridotte, naturalmente.

Allo stesso modo in cui tutte le attività dell’Universo si determinano a partire dall’esistenza dei panch-mahabhuta, cosi il nostro corpo è governato in tutto e per tutto da questi cinque elementi fondamentali, non grossolanamente, ma in una forma molto evoluta e raffinata come la nostra muta – corpo, forgiata con l’evoluzione di migliaia di anni per immergersi, sopravvivere e sperimentare attraverso i cinque sensi, non a caso, l’interazione con i prodotti dei cinque elementi in natura, in questo livello psico-fisico, in questa dimensione, con le regole fisiche imposte dall’universo.

Il nostro corpo fisico o causale, è controllato e governato da tre combinazioni molto evolute e raffinate degli elementi dei panch-mahabhuta, e precisamente da:

  • Vata    (aria + etere), il principio del movimento,
  • Pitta    (fuoco + acqua), il principio della trasformazione,
  • Kapha (acqua + terra), il principio della coesione.

Questi elementi di fisiologia applicata alla vita umana secondo l’antica dottrina medica e scientifica dell’Ayurveda, collaborano in equilibri mutevoli, nel tentativo di mantenere l’organismo in vita e in salute per quanto possibile e prendono il nome di Dosha o Tridosha, parola il cui concetto principale può riassumersi in “Ciò che squilibra”, dando per scontato che  l’attuale equilibrio prima o poi muterà e ci costringerà a fare i conti con gli errori che commettiamo generalmente per  la nostra ignoranza e la mancanza di consapevolezza: le malattie.

Nello stesso modo anche il corpo psichico è controllato da tre Dosha mentali, detti guna o triguna.

Essi sono Sattva, Rajas e Tamas. Questi ultimi tre, pure vengono ad identificarsi nel corpo come dosha quando il loro equilibrio è perturbato, i tre Guna si corrispondono e hanno fra di loro un rapporto di complementarietà, nella vita collaboreranno e andranno in conflitto spesso.  Il conflitto può generare i mali ed il disequilibrio mentale potrà così interfacciarsi con quello fisico, dove la medicina ayurveda afferma da sempre e per prima, che ogni manifestazione di malattia, sintomo o disturbo hanno, in realtà, nella loro reale patogenesi tra i diversi fattori, risulta quasi sempre anche una causa di tipo psicosomatica.

Dr.ssa Sadbhawna Bhardwaj

Riccardo Mentasti

 

 

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