Autostima: si guadagna non si pretende

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Pretendere autostima, seme di violenza

Roy Baumeister, importante psicologo sociale statunitense, in un articolo del 1996, si è chiesto provocatoriamente se l’autostima, come vuole la vulgata psico-mediatica degli ultimi anni, sia sempre una condizione desiderabile oppure se al contrario non possa portare effetti spiacevoli, se non dannosi, per sé e per gli altri.
Lo studioso, citando un numero impressionante di ricerche in ambiti diversi come la psicologia, l’antropologia, l’economia e la sociologia, distingue tra autostima in senso classico (cioè la stima che uno fa di sé stesso in una determinata situazione e delle sue capacità), e egotismo, che il Vocabolario Treccani definisce come “Atteggiamento narcisistico che consiste nel culto di sé e nel compiacimento narcisistico e raffinato della propria persona e delle proprie qualità”.

Le persone ci fanno da specchio

L’egotismo non si limiterebbe però ad assaporare la propria immagine con sé stessi, in una sorta di autoerotica glorificazione, ma coinvolgerebbe anche gli altri. Noi tutti siamo immersi in una rete di interazioni a feedback, e dato che “non si può non comunicare”, come ci ricorda Paul Watzlawick, le persone attorno a noi, volenti o nolenti, costantemente ci fanno da specchio, ci comunicano come ci vedono; ha detto enfaticamente Jacob Moreno, “Io ti guarderò con i tuoi occhi e tu mi guarderai con i miei”.

La ricerca di stima

L’egotismo può allora diventare seme di violenza, se pretende dagli altri una conferma, totale e costante, del proprio godimento di sé. Perché che cosa accade se la conferma non arriva? Troppo vicina la tentazione di pretenderla, di imporla, di piegare con la forza, fisica o verbale, l’altro; a ciò che si crede valga la pena, auto-percepirsi forti e di valore.

L’autostima si guadagna non si pretende

E allora, ancora una volta dobbiamo spostare l’attenzione dal ‘che cosa’ al ‘come’: non sarebbe quindi l’autostima in sé a portare benessere e felicità agli individui e ai gruppi, quanto il modo in cui si cerca di ottenerla. Pensare infatti, come fanno in molti, che essa possa essere posseduta in anticipo, sorta di eredità psicologica, capitale intrapsichico da investire poi in ciò che si fa, temiamo sia un inganno. L’autostima è prima di tutto da guadagnare, da costruire; mai da pretendere, da sé, o dagli altri.

Bibliografia

Baumeister, R. F., Smart, L., & Boden, J. M. (1 996). Relation of threatened egotism to violence and
aggression: The dark side of high self-esteem. Psychological review, 103(1 ), 5.
Watzlawick, P., Beavin, J. H., Jackson, D. D. (1 967). Pragmatica della comunicazione umana. Studio
dei modelli interattivi, delle patologie e dei paradossi. Roma: Astrolabio

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