Aspettative: utili o dannose?

Aspettative, relazioni,

Avere delle aspettative verso noi stessi o  verso le altre persone ci aiuta, oppure ci limita ? Partiamo da una domanda.

La definizione

“Aspettativa” :  secondo la definizione di Wikipedia, è la “previsione ragionevolmente realistica di un individuo rispetto alla condotta degli altri, in un contesto di incertezza”.

In pratica, cosa vuole dire ?  E soprattutto, quale peso hanno le aspettative nella nostra vita quotidiana ?

Va bene avere aspettative ?

Annuncio pubblicitario

È giusto avere delle aspettative, o questo rappresenta un limite ?
Come counselor, mi trovo quotidianamente a  contatto con questa tematica, e cioè con persone che hanno delle problematiche relazionali, legate al fatto che, in determinate circostanze, gli altri non si sono comportati come loro si aspettavano, o come “sarebbe giusto” fare.  Questo va a generare confusione, frustrazione, senso di impotenza, spesso anche tristezza e dolore.

Questo vissuto si riscontra soprattutto all’interno delle relazioni definite primarie, quindi quelle emotivamente più importanti per la persona:  la famiglia o le amicizie importanti.  Quando si prendono in considerazione relazioni secondarie (ad es. quelle con conoscenti) spesso la dinamica delle aspettative non si verifica, oppure si presenta in maniera più attenuata.

Cosa sono le aspettative

Le aspettative si inquadrano nella tipologia delle schematizzazioni, cioè delle forme mentali che ci aiutano a rendere questo nostro mondo un po’ meno complesso :  se, di fronte ad ogni nuova situazione relazionale, la persona dovesse ogni volta decidere come interpretare il vissuto proprio ed altrui, faremmo una grossa fatica ad adattarci a questa complicata vita sociale.  Le schematizzazioni sono quindi non solo utili, ma necessarie alla nostra sopravvivenza. E “aspettarsi” che una persona si comporti in un certo modo, oppure che una situazione assuma determinati sviluppi, è quindi estremamente funzionale.  In questo senso, possiamo dire che non è giusto, né possibile, vivere senza alcuna aspettativa.

Quando costituiscono un problema

Il problema si verifica quando queste schematizzazioni si irrigidiscono, togliendo così delle possibilità innanzitutto a noi stessi (vivendo troppo “dentro” ai nostri schemi mentali su come le cose dovrebbero andare, in realtà noi non stiamo vivendo, ma siamo semplicemente preda di automatismi … ) e poi alla altra persona, o alla situazione.  Le emozioni negative che si provano in queste situazioni, innanzitutto la rabbia (che è collegata alla percezione di aver vissuto una ingiustizia), o la disillusione (“Lui non è come io mi aspettavo!”), sono legate per una metà alla effettiva situazione vissuta, e per l’altra metà a tutto il nostro lavorio mentale.

Quindi,  invece di semplificarci  la vita, in queste situazioni le eccessive schematizzazioni ci remano contro: come per tutte le cose, le esagerazioni portano ad un danno anziché ad un beneficio.

La soluzione: proviamo a scomporre

Come possiamo fare?   Tornando alla definizione, la aspettativa si definisce come una previsione “ragionevolmente realistica” :  è fondamentale non staccarsi dal piano della realtà: teniamo presente che la maggior parte delle aspettative dolorose sono quelle fondate su nostri bisogni emotivi, su una nostra necessità di tenere sotto controllo le relazioni (quindi,  l’altro “deve” comportarsi come noi desidereremmo, perché questo ci fa sentire più tranquilli).

Aspettative e perfezionismo vanno spesso “a braccetto”: importante allargare quindi la prospettiva, e, nel caso di una nostra aspettativa tradita: anziché  – come spesso succede – recriminare e rimuginare, provare a porsi al di fuori della situazione, analizzandola razionalmente.

  • Quello che mi aspettavo era davvero giusto e logico ?
  • Esistono altri modi di interpretare la situazione, modi che finora non ho considerato ?
  • Cosa succederà, adesso, nella mia relazione con questa persona ?

Questo spesso riduce il sovraccarico emotivo, e di conseguenza i vissuti di rabbia o disillusione.

© Riproduzione riservata.
Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazione indesiderate.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.