Come armonizzare sesto e settimo chakra

Sahasrara, settimo chakra

Sesto e settimo chakra: visione e conoscenza

Siamo giunti alla fine del nostro viaggio lungo la spina dorsale alla scoperta dei Chakra. Oggi incontriamo Ajna e Sahasrara, rispettivamente sesto e settimo Chakra. Nella pratica Hatha Yoga li trattiamo insieme per vicinanza fisica: il sesto si trova al centro tra le sopracciglia, il settimo sulla sommità del capo.  Il settimo Chakra inoltre non è legato al copro fisico ma alla trascendenza.

Ajna è il centro di vista, visualizzazione, immaginazione, chiaroveggenza. E’ legato alla vista in quanto senso fisico ed alla visione intuitiva, oltre la materia, rappresentata dal “terzo occhio”. Ci insegna a lasciare i pregiudizi ed a vedere le cose senza filtri, come sono in realtà. Localizzato nel cervello è legato alla capacità logica, al ragionamento, al mentale.

Sahasrara va oltre il corpo fisico, è il centro di comprensione, trascendenza, meditazione, illuminazione. E’ il Chakra della “corona”, posto sulla fontanella, simboleggia lo stato più elevato dell’essere, la coscienza universale, la conoscenza.

Mantra, il suono

Il mantra legato al sesto centro energetico è OM, potete ripeterlo a voce alta oppure mentalmente durante la pratica, quando espirate.

Pranayama, la respirazione

Respirazione Yogica Completa per il sesto e settimo chakra

Respiro lento e profondo che coinvolge addome, torace e clavicole.

Inspirando si riempie d’aria a partire dal basso, si espande l’addome, il torace si allarga e le clavicole salgono leggermente.

Espirando si svuota a partire dall’alto, prima scendono le clavicole, poi si restringe il torace, infine rientra l’addome. Si può accentuare la respirazione accompagnandola con il movimento del corpo: inspirando la colonna vertebrale si allunga verso l’alto e le braccia salgono, espirando si portano le mani sulle spalle, si curva la schiena, i gomiti si toccano di fronte al viso e, attivando i muscoli addominali, si fa rientrare l’ombelico per spingere fuori tutta l’aria. Durante l’espirazione declamare il mantra OM.

Asana, le posizioni

Shirshasana – Posizione sulla testa

Parti in ginocchio, siedi sui talloni con le braccia distese di fronte a te, mani e gomiti a terra. I gomiti sono distanti tra loro quanto il tuo avambraccio. Intreccia le dita delle mani e poggiale a terra di fronte a te, mignoli poggiati sul tappetino e le altre dita a creare una coppetta. Poggia la testa a terra (la parte alta della fronte), all’interno della coppetta creata con le mani.

Le dita sostengono la testa; mani, avambracci e gomiti creano una base triangolare stabile. Solleva il bacino e cammina con i piedi verso la testa,  fino a portare il bacino in linea sopra le spalle. Distribuisci il peso del corpo su gomiti, braccia, spalle, mani, alleggerendo la pressione sulla testa. Solleva i piedi da terra, piega le ginocchia, Allinea testa, spalle, bacino e trova l’equilibrio.

Ora puoi distendere le gambe verso l’alto (ti puoi aiutare appoggiandoti ad un muro). Migliora l’efficienza mentale, la memoria, la capacità di apprendimento e di logica. Aumenta ottimismo e sicurezza in se stessi.

Vrikshasana – Albero

Partendo dalla posizione in piedi, cerca il radicamento a terra, sposta il peso su un piede, porta l’altro piede appoggiato alla caviglia, al polpaccio, alla coscia o davanti l’inguine. Le mani possono essere unite di fronte il petto, unite dietro la schiena, unite sopra la testa oppure possono prendere un Mudra. Porta l’attenzione alla postura di schiena e bacino. Stimola la concentrazione, aiuta a mantenere la mente fissa in un  punto e ad eliminare le distrazioni.

Sukasana – Posizione facile

Seduto a gambe incrociate, cercando una posizione comoda e stabile, che permetta di distendere la colonna vertebrale verso l’alto. Di più semplice esecuzione rispetto alla posizione del loto è comunque ottima per la meditazione. Se non è possibile mantenere a lungo questa posizione si possono distendere le gambe o utilizzare una sedia, facendo attenzione a ricreare una base triangolare stabile con il bacino e le ginocchia e alla posizione eretta della schiena.

Palming

Seduto in posizione comoda, strofina le mani fino a creare calore nei palmi, porta le mani a coppetta sopra gli occhi chiusi, rilassa gli occhi e senti il calore che dalle mani passa alle palpebre. Ripeti più volte. Aiuta a rilassare gli occhi, rende lo sguardo più luminoso, migliora la vista.

Trataka – Tecnica di concentrazione

Seduto in posizione comoda, accendi una candela e posizionala all’altezza degli occhi, circa cinquanta centimetri distante da te. Fissa per quindici, venti secondi la parte azzurra della fiamma, quella vicino allo stoppino, possibilmente senza chiudere le palpebre.

Gli occhi diventano lucidi, a volte si lacrima, questo consente una pulizia dei canali visivi. Fai il Palming e porta l’attenzione all’immagine negativa della fiammella impressa nella retina, è un puntino colorato, rosso, viola, blu o verde.

Consiglio: quando un pensiero ti distrae, con fermezza e dolcezza riporta l’attenzione al puntino colorato, finché l’immagine scompare. Ripeti più volte. Questo esercizio permette di allenare il controllo della mente, ad evitare distrazione e tenere l’attenzione su ciò che decidiamo.

Mudra, i gesti delle mani

Hakini mudra – Dio del sesto Chakra

Unisci i polpastrelli di tutte le dita, tenendo le dita distese ed i palmi delle mani separati. Aumenta la concentrazione, attiva la memoria, mette in collegamento emisfero destro e sinistro portando equilibrio fra gli opposti.

Abbiamo incontrato i nostri centri energetici principali, ora non resta che praticare e portare l’attenzione agli effetti.

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