Ansia: il suo significato e come prendersene cura

Un bel giorno ti svegli e senti un piccolo peso sul cuore e, proprio perché è piccolo, non gli dai peso. Prosegui la tua giornata come se niente fosse, ogni tanto lo avverti di nuovo, ma cerchi di fare finta di niente e ti distrai finché la sera vai a letto ed il cuore batte come in preda a mille emozioni e preoccupazioni. Che strano, pensi, sì c’è qualche pensiero che mi assilla… ma sto andando a dormire…invece lui, il cuore, batte forte… come se ti chiamasse. Pian piano riesci ad addormentarti. Il giorno dopo, il piccolo peso è diventato un po’ più pesante. E’ l’inizio di quella che solitamente viene chiamata ansia.

Il peso sul cuore

Non sempre questo peso sul cuore viene avvertito, solitamente ci si accorge di essere un po’ ansiosi quando tutto il corpo è agitato, il respiro pian piano si fa corto, a volte si ha un aumento della sudorazione, lo stomaco va in subbuglio e si crea uno stato di fastidio,disagio. Questo disagio fisico viene accompagnato da pensieri preoccupati, di timore e tutta l’attenzione viene richiamata dalla mente e dal corpo. Il peso sul cuore quasi, se non del tutto, dimenticato.

La fuga dell’ansia

Chi soffre d’ansia sia che si tratti di una forma lieve fino ad arrivare allo stato di panico entra in una sensazione di “fretta”, di non riuscire ad aspettare e stare nel momento, nel famoso “qui e ora”. I pensieri si riempiono di “ma…e se…chissà cosa può accadere se”. Si entra in uno stato di allerta, di agitazione e di lieve paura che da un lato ci permette di riconoscere e difenderci dai pericoli, dall’altro, come la paura stessa, se è troppa ci può immobilizzare. C’è la paura di affrontare un esame della vita, il desiderio di sapere un risultato, di arrivare da qualche parte, di rispondere a delle aspettative proprie o altrui, di scappare da qualcosa o qualcuno, la pre-occupazione (occuparsi prima) di una situazione. Ci si proietta in un pauroso ed incerto futuro, dimenticandosi a volte, del presente.
L’ansia parte quindi da un farci scappare fino ad un immobilizzarci, come in alcune manifestazioni dell’attacco di panico. Ma, vi ricordo che ognuno di noi è unico ed irripetibile, con la sua storia i suoi vissuti, il suo corpo e la sua anima ed ognuno può avvertire l’ansia in modo differente. In alcuni casi addirittura, arriva senza un apparente motivo. Ci sentiamo ansiosi senza un perché.

L’ansia lieve: torniamo al peso sul cuore

Sebbene l’ansia in tutte le sue forme possa avere diverse e svariate cause, tra cui l’essere cresciuti con persone ansiose o essere la conseguenza di eventi traumatici consapevoli o inconsapevoli o periodi di forte stress, se andiamo all’origine dello stato d’ansia, quando si manifesta in modo lieve ci ritroviamo a tu per tu con il nostro peso sul cuore. La prima cosa da prendere in considerazione è che questo peso, piccolo o grande che sia, proprio non lo vogliamo guardare. Che poi piccolo o grande non vuol dire nulla: se un piccolo episodio che apparentemente ci sembra piccola cosa ci sta creando un disagio allora tanto piccolo poi non è. Sicuramente è qualcosa che ci fa paura e che ci induce alla fuga, alla distrazione. Ci fa pensare timorosamente al futuro per non stare a guardare cosa c’è nel presente. Ma è qualcosa di noi che invece ha tanto bisogno di essere ascoltato, così tanto bisogno che più noi scappiamo più esso cerca di attirare la nostra attenzione manifestando in noi i disagi dell’ansia.
Che fare? Porsi le giuste domande è il primo passo: da cosa o da chi sto scappando? Che cosa non voglio vedere, ammettere, riconoscere? A volte l’ansia arriva quando la vita ci va troppo stretta o troppo larga ed abbiamo bisogno di un cambiamento, quando non stiamo realizzando il nostro sogno di vita e ci troviamo in un tran tran abitudinario che ci spegne l’anima oppure quando stiamo in una relazione per paura di affrontare la solitudine oppure per la solitudine stessa. Altre volte, invece, stiamo vivendo una realtà che non ci piace ma che non possiamo cambiare e non riusciamo ad accettarlo.

La richiesta di aiuto: dalle coccole al terapeuta giusto

Non sempre riusciamo a dare risposte sincere alle domande di cui sopra, soprattutto nei casi in cui avvertiamo ansia. Così il suggerimento è quello di chiedere aiuto. Anzitutto un aiuto speciale: cosa vi viene spontaneo fare quando vedete un bambino agitato o ansioso? Di solito si cerca di calmarlo con il contatto, le coccole, una carezza, un abbraccio. Rassicurarlo attraverso il contatto fisico.
Quindi chiedete aiuto ad un amico, ad un parente, qualcuno con cui condividere e, se anche non avete abbastanza confidenza per chiedere una carezza o  un abbraccio, è sufficiente qualcuno che vi ascolti tenendovi la mano. Pensate a cosa fareste voi con qualcuno nel vostro stesso stato e trovate la forza di chiedere aiuto.
Il passo successivo è rivolgersi ad un esperto: psicologo, psicoterapeuta o psichiatra a seconda del caso e dell’intensità dell’ansia e magari abbinare, sempre tramite un esperto naturopata, omeopata o medico olistico un percorso con i Fiori di Bach.
Ricordatevi comunque che ogni campanello d’allarme dentro di noi richiede anzitutto l’attenzione da parte nostra e che siamo noi i primi a poterci e doverci prendere cura di noi stessi con amore.

Diana Cordara

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Le informazioni contenute in questo articolo sono da intendersi a puro scopo informativo e divulgativo e non devono essere intese in alcun modo come diagnosi, prognosi o terapie da sostituirsi a quelle farmacologiche eventualmente in atto. In nessun caso sostituiscono la consulenza medica specialistica. L’autore ed il sito declinano ogni responsabilità rispetto ad eventuali reazione indesiderate.

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Diana Cordara
Consulente Fiori di Bach certificata BFRP, Counselor individuale e di coppia, Reiki. Partner e consulente di redazione di BenessereCorpoMente.it. Riceve a Monza e a Milano.
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