Anidride solforosa e solfiti negli alimenti: cosa sono e dove si trovano

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Anidride solforosa e solfiti, veleno legalizzato

Anidride solforosa e solfiti sono additivi conservanti utilizzati nell’industria alimentare. Nella lista degli ingredienti sono riconoscibili dalle sigle E220, nel caso dell’anidride solforosa, un gas, e dall’E221 all’E228 per i solfiti, che sono i sali dell’anidride solforosa. Questi ultimi sono più pratici da usare ma liberano anch’essi anidride solforosa per cui hanno gli stessi effetti sull’organismo.

Questo gruppo di additivi, molto discusso in termini di effetti sulla salute, ha le seguenti proprietà:

  • antimicrobiche,
  • antiossidanti e inibitrici dell’imbrunimento
  • sbiancanti per zucchero e amido,
  • anti enzimatiche,

che svolgono le importanti funzioni di

  • inattivare muffe, lieviti, batteri,
  • preservare il colore dei cibi evitando l’imbrunimento.

Anidride solforosa

Si tratta di un gas incolore e dall’odore irritante e soffocante, viene prodotta per combustione dello zolfo nell’aria. E’ solubile in acqua, in natura si sviluppa come effetto dell’eruzione dei vulcani.

Effetti pericolosi sull’organismo

Per l’uomo, ma anche per gli animali, è irritante per le mucose e per le vie respiratorie. Agisce come un veleno nel sangue, può inattivare la vitamina B.

La legge impone i dosaggi per l’utilizzo di questo additivo. Se questi vengono rispettati dall’industria alimentare, nei soggetti sani, l’anidride solforosa non dovrebbe provocare effetti gravi. Il problema è che, essendo molto utilizzata, la somma delle quantità contenute nei vari alimenti può portare ad un eccesso di assunzione. Questo può accadere frequentemente sia per la scarsa conoscenza del problema, sia perché non sempre viene indicata in etichetta (perché la legge non lo richiede se presente al di sotto di un certo limite). Vi pongo l’attenzione sui termini che ho utilizzato: soggetti sani. Chi soffre di allergie respiratorie o di gastrite, ad esempio, ha una maggiore sensibilità che aumenta i rischi degli effetti nocivi.

Disturbi tipi legati all’assunzione di anidride solforosa

Tra i sintomi acuti più comuni, che mi è capitato di sperimentare personalmente:

  • emicrania,
  • attacchi di broncospasmo in chi soffre d’asma,
  • mal di stomaco, anche vomito.

L’assunzione prolungata e spesso inconsapevole, può favorire lo sviluppo di una particolare sensibilità in alcune persone.

Anche a deboli dosi può avere i seguenti effetti, molto simili a quelli di un lento avvelenamento:

  • faringite acuta
  • perdita dell’odorato e del gusto
  • forte acidità delle urine
  • stanchezza e disturbi nervosi
  • mal di testa.

A molti di voi sarà capitato di accusare mal di testa dopo aver bevuto del vino scadente: ciò non dipende dall’alcool, ma dal fatto che l’additivo assunto (anidride solforosa o solfiti) è stato in eccesso rispetto alla capacità di smaltimento da parte dell’organismo.

Anidride solforosa, dove si trova

Come additivo è usata in diversi ambiti, ad esempio:

  • negli zuccheri per decolorare i succhi
  • per la conservazione del mosto e del vino
  • come conservante di birra e succhi di frutta
  • negli analcolici contenenti succhi di frutta
  • nelle carni insaccate
  • nella frutta essiccata o disidratata o candita
  • nel pesce e nei prodotti ittici, in particolare crostacei, baccalà e surimi (che non vi consiglio!)
  • negli ortaggi sottolio, sottaceto e in salamoia
  • nei funghi secchi
  • nella senape

Aspetti nutrizionali

Nell’utilissimo libro di Marina Mariani e Stefania Testa, Gli additivi alimentari, Macro Edizioni, si legge che “questo additivo demolisce la tiamina e la cianocolbalamina, due importanti vitamine del gruppo B conosciute come vitamina B1 e vitamina B12.” Un altro buon motivo per fare molta attenzione.

I limiti di legge e i limiti della legge

La commissione sugli additivi FAO/OMS ha stabilito che la quantità giornaliera di solfiti accettabile è di 0,7 grammi per chilo di peso corporeo. Il problema è che essendo il loro uso molto diffuso in tantissimi alimenti, è molto facile superare questi limiti. Sempre nel libro citato si fa riferimento ad uno studio condotto in Italia ha verificato che il superamento della dose giornaliera accettabile avviene con una certa frequenza sia negli adulti che nei bambini! La legge, inoltre, non richiede l’indicazione obbligatoria della sua presenza per quantitativi inferiori ai 10mg per Kg o per litro.

Solfiti

L’impiego dell’anidride solforosa, essendo un gas, non è sempre tecnicamente possibile. Per questo motivo vengono utilizzati i suoi sali, che in termini di effetti pericolosi sull’organismo sono comunque paragonabili al gas. Ecco le sigle da ricordare con i relativi nomi:

  • E221 sodio solfito
  • E222 sodio solfito acido
  • E223 sodio disolfito
  • E224 potassio disolfito
  • E226 calcio solfito
  • E227 calcio bisolfito acido
  • E228 solfito acido di potassio

Avvertenze importanti

Le persone affette da asma devono prestare particolare attenzione, a causa della maggior sensibilità dell’apparato respiratorio, specie se in cura con farmaci cortisonici. Ma anche i non asmatici possono rischiare i fastidiosi effetti elencato sopra, ma anche riniti, eczemi, orticaria, dissenteria fino ad arrivare al temibile shock anafilattico.

Il nostro organismo ha la capacità di smaltire le sostanze nocive, ma ha dei limiti sulle quantità che può gestire. Con l’alimentazione dei giorni nostri è molto facile assumere un eccesso di sostanze che ci fanno male: additivi, zucchero, sale, sono presenti ovunque. Come potete intuire, ci sono alcune cose di fondamentale importanza:

  • documentarsi a fondo, si tratta della nostra salute!
  • informarsi prima di acquistare il cibo
  • ascoltarsi: molti dei malesseri dei giorni nostri dipendono dal cibo che mangiamo: quando ci viene un mal di testa, una reazione cutanea, un problema di intestino, chiediamoci cosa abbiamo mangiato.

Se avete altre domande su questo tema o avete un’esperienza da raccontare vi invito a commentare questo articolo.

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