Carenza di ferro ed anemia: psicosomatica e rimedi

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Anemia: cosa è, come si manifesta

Una carenza di ferro nell’organismo da luogo all’anemia sideropenica, che si manifesta con numerosi sintomi: pallore, ridotta resistenza agli sforzi fisici e mentale, cefalea, irritabilità, maggiore vulnerabilità alle infezioni, talvolta palpitazioni, ipotensione, freddolosità, unghie e capelli fragili, fino a vertigini e svenimenti. Ne sono soggetti soprattutto le donne in età fertile con cicli abbondanti, le donne in gravidanza, i bambini, gli anziani, chi segue un regime alimentare non corretto, chi soffre di emorragie croniche, chi ha difetti di assorbimento a livello gastrico o nell’intestino tenue.

Significato psicosomatico

Ritengo che nell’anemia da carenza di ferro sia molto importante ricollegarsi al significato psicosomatico del problema. Infatti il ferro come elemento viene considerato nella Spagirya (l’alchimia applicata alla fitoterapia, che considera la simbologia degli archetipi planetari sia sulle piante che sulle persone, e si concretizza in un procedimento che tiene conto di questo e potenzia l’efficacia dei rimedi erboristici) collegato all’Archetipo di Marte, il guerriero, la forza, la capacità di trasformare le proprie idee in azioni e realizzazioni concrete.

Nell’anemia infatti la parte solida del sangue (simbologia maschile) è ridotta in favore di quella liquida (femminile) e l’ossigeno (che si comporta da ‘carburante’) scarseggia. E come il sangue dell’anemico ha poca forza, così la persona si rapporta debolmente con la realtà circostante, sia dal punto di vista fisico, sia da quello psichico (minor determinazione, facile arrendevolezza, tendenza depressiva, facile rinuncia).

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Spesso queste persone presentano una tendenza alla fuga rispetto al confronto serrato, alle situazioni conflittuali, insomma all’aspetto ‘battagliero’ dell’esistenza. All’origine ci può essere stato un atteggiamento che ha permesso ad alcuni fattori di svolgere un’azione negativa sull’organismo (un ciclo troppo abbondante non curato, un’alimentazione non corretta, carente di alimenti vitali, una depressione trascurata fino all’esaurimento organico).

Con alta probabilità l’anemico manifesta la propria passività nella mancanza di cura, e può aver bisogno di essere aiutato ad iniziare e mantenere la cura fino a risoluzione del problema. Può aiutare un atteggiamento diverso e cioè: sviluppare una maggiore determinazione nell’affermazione della propria personalità, dando voce alla propria parte volitiva e determinata; cercare di eliminare gli impegni noiosi e imparare a dire “no” a quelle cose che facciamo solo per compiacere altri; eliminare dal proprio frasario termini quali “ormai”, “non importa”, “lasciamo perdere” ridando valore ai propri desideri e adoperandosi per la loro realizzazione in maniera costruttiva e fattiva.

Sul Ferro

Nell’antichità il ferro non era estratto ma si raccoglieva dalle meteoriti precipitate da qui il termine sideros, da sidus che significa stella; al ferro è sempre stata attribuita grande importanza fin dai tempi remoti per la sua capacità di apportare forza fisica. In Ayurveda si insegna che il ferro unisce cielo e terra, come il sangue unisce elementi sottili della persona a quelli corporei. Nel nostro corpo sono contenuti dai 3,5 ai 5 grammi di ferro, principalmente nell’emoglobina, poi nella mioglobina (proteina dei muscoli) e in diversi enzimi, mentre modeste riserve sono nel fegato e nella milza.

Rimedi naturali

Tra i gemmoderivati può essere di aiuto il macerato glicerico di Tamerice (Tamarix Gallica MG1DH), da assumere venti minuti prima di cena; la Clorofilla da assumersi in gocce (o in compresse) al mattino a digiuno (che apporta energia, vitalità, forza, necessari all’anemico sideropenico).

Tra i prodotti composti è ottimo un integratore spagirico ricco di componenti quali romice equiseto, fieno greco, crescione, genziana, china, angelica, camu camu, acerola, ferro, rame, selenio, magnesio, vitamine del gruppo B, con due cucchiai al giorno in molti casi da solo ha risolto problematiche di ferro scarso; inoltre un altro prodotto spagirico che favorisce l’assorbimento e un miglior utilizzo del ferro composto da olio essenziale di limone e tamarix gallica in vino alchemico che ha dato ottimi risultati. Se la persona è molto debole e fiacca è bene associare anche il complesso di oligoelementi rame-oro-argento, che aiuta a energizzare e rafforzare le difese.

Alimentazione per l’anemia

Anche se la tradizione sottolinea l’importanza delle carni rosse per gli anemici non è dimostrato che sia questa la soluzione alle carenze di ferro; anzi, è certo che una dieta ricca in proteine animali porta l’organismo in uno stato di acidosi assolutamente non sano e può causare nuove problematiche.

Meglio prendere in considerazione un’alimentazione ricca di legumi, specialmente lenticchie e ceci, alghe e alcuni tipi di pesce (azzurro, seppie, moscardini, vongole, cozze), alghe (soprattutto l’alga nori, lievito di birra in scaglie – sconsigliato solo a chi soffre di gonfiore intestinale, semi di girasole, mandorle e altra frutta secca quali pinoli, fichi secchi, prugne e uva passa in quantità moderate, tutte le verdure a foglia verde, spinaci, coste, ortiche, bietole (ricche di clorofilla), cereali integrali e ciliegie e more in stagione.

È importante associare molti cibi ricchi di vitamina C che migliora l’assorbimento del ferro, quindi fragole, pomodori, limoni e altri agrumi, rosa canina, peperoni. Attenzione a non consumare troppi cibi raffinati, zuccheri e latticini che – oltre a non essere cibi sani – possono favorire l’insorgere di anemia sideropenica, specialmente in vegani che non integrano adeguatamente la loro dieta con cibi ricchi di nutrienti. E’ importante inoltre che sia mantenuta in buon equilibrio la flora intestinale, poiché questa può essere determinante per l’assorbimento del ferro.            

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