Alcool: effetti sulla salute

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Alcool etilico e utilizzi

Una bevanda è definita alcolica quando contiene al suo interno una percentuale variabile di alcool etilico, conosciuto come Etanolo. Lo stesso può essere impiegato per molti usi, ciò grazie alle sue molte proprietà. Lo ritroviamo nell’industria alimentare, nei medicinali e nelle bevande alcoliche quali birra, vini, liquori, aperitivi e sia in campi diversi da quello alimentare come nei cosmetici, nei detersivi, nei deodoranti, disinfettanti e/o come solvente in campo industriale come per esempio nella produzione di vernici. In questi casi viene utilizzato come alcool denaturato.

L’alcool per uso alimentare viene ottenuto mediante un processo di fermentazione degli zuccheri o mediante distillazione come avviene per l’acqua vite. Mentre quello denaturato si ottiene mediante un processo chimico con il quale l’alcool etilico viene reso non commestibile.

Assorbimento dell’alcool nel nostro organismo

La maggior parte dell’etanolo che ingeriamo con le bevande alcoliche viene metabolizzato dal fegato. Una volta ingerito, il picco alcolemico si raggiunge entro i 35-45 minuti a stomaco vuoto e dopo i 60- 90 minuti a stomaco pieno.

La molecola dell’etanolo è molto piccola ed è solubile in acqua questo permette all’alcool di essere assorbito velocemente da stomaco e intestino e arrivare inalterato al fegato.

Una volta raggiunti gli epatociti (cellule del fegato) grazie a tre diversi enzimi presenti nel citoplasma di queste particolari cellule, l’etanolo viene ossidato in un composto chiamato acetaldeide.

Questi enzimi del metabolismo dell’etanolo si chiamano: alcol deidrogenasi, M.E.O.S., Catalasi.

Curiosità: alcol a digiuno perché molte donne lo reggono poco

A digiuno i livelli di questi tre enzimi specialmente dell’alcool deidrogenasi sono molto bassi e di conseguenza è ridotta la capacità di metabolizzare l’etanolo ecco perché è più facile entrare nella fase di ebrezza. Un’altra curiosità legata a i livelli di questi tre enzimi è la facilità con la quale le donne “tengono poco l’alcool” rispetto all’uomo. Perché hanno livelli più bassi di questi 3 enzimi.

Cosa avviene nell’organismo in caso di eccesso di alcool

L’ossidazione dell’etanolo, contrariamente alla fosforilazione ossidativa che avviene nella normale fisiologia cellulare, non produce energia, produce calore senza formazione di legami ad alto contenuto energetico.  Quando la quantità di alcool ingerito è molto elevata gli epatociti non riescono a smaltire l’acetaldeide che inevitabilmente viene riversa nel circolo sanguigno provocando l’intossicazione da alcool con tutti i rischi annessi alla nostra salute.

L’ accumulo di questo composto è il responsabile delle nausee e del vomito, manifestazioni molto frequenti se “alziamo il gomito”.  Quando invece non si abusa con l’ingestione di alcool l’etanolo viene convertito in acido acetico (il prodotto finale del suo metabolismo) che viene riversato nel circolo sanguigno e raggiunge tutto l’organismo, ma specialmente a livello del miocardio viene convertito in Acetil- CoA (acetil-Coenzima A) e ossidato ad anidride carbonica nel ciclo di krebs.  Anche una piccola parte di Acetil-CoA viene convertita a livello epatico a partire dall’acido acetico, ma in quel caso, viene sempre ossidato ad anidride carbonica ma per la formazione di corpi chetonici e trigliceridi. Ecco perché l’abuso di alcool comporta un aumento dei livelli di trigliceridi nel sangue e a livello epatico.

L’ Acetil- CoA che si origina dal catabolismo del glucosio svolge in molte vie metaboliche importanti funzioni che vanno dal permettere l’utilizzo del piruvato (prodotto della glicolisi) nel ciclo di krebs al metabolismo degli acidi grassi e degli amminoacidi. Inoltre, è il precursore di un componente che svolge un ruolo nella sintesi del colesterolo ed è coinvolto nella acetilazione della colina per la formazione dell’acetilcolina.

La situazione glicemica e il consumo di alcolici; iperglicemia e ipoglicemia

L’ingestione di alcool quindi di etanolo tende ad esaurire le scorte di glucidiche non permettendo al tempo stesso la loro reintegrazione.  In particolar modo se le riserve epatiche di glicogeno (carboidrato complesso formato da lunghe catene di molecole di glucosio) sono integre a livello epatico, si verifica un innalzamento della glicemia detto iperglicemia. Se invece risultano esaurite si manifesta l’effetto inibitorio sui processi si sintesi a partire dal glicogeno e quindi si verifica un abbassamento della glicemia, cioè ipoglicemia. Quest’ultima e particolare situazione glicemica si accentua quando consumiamo alcolici a stomaco vuoto o siamo esposti a freddo o dopo sforzi fisici. Una brusca caduta della glicemia a seguito del consumo di alcolici a stomaco vuoto può verificarsi molto pericolosa in quanto si corre il rischio del coma e della morte improvvisa.  Un altro fattore importante è a livello del sistema nervoso centrale perché l’ipoglicemia può comportare una sofferenza delle cellule nervose in quanto producono l’energia necessaria al loro funzionamento dalla glicolisi aerobia. Ecco perché nelle crisi ipoglicemiche da alcool è opportuno consumare fruttosio.

Dosi elevate di alcool: effetti dannosi per la salute

Sul nostro stato nutrizionale l’abuso nel consumo di alcool può avere gravi ripercussioni mentre un consumo moderato, come consigliato da medici e specialisti della nutrizione, può invece concorrere e contribuire al nostro benessere.

Purtroppo, i rischi, soprattutto nei giovanissimi, sono molto alti anche quando il consumo non è quotidiano, ma avviene con dosi importanti. Infatti, gli effetti dannosi per la nostra salute si verificano anche quando pensiamo di non essere alcolisti. È possibile avere un problema con l’alcool anche se non manifestiamo i classici sintomi.

Tale situazione è nota come abuso di alcool che si verifica a seguito di un consumo esagerato che paradossalmente può avvenire anche due sole volte a settimana.  Dosi elevate compromettono l’assorbimento di nutrienti come vitamine e sali minerali che vengono in parte trasformate in trigliceridi.

A livello del sistema nervoso abbiamo delle alterazioni a livello comportamentale con un parziale blocco dei meccanismi di controllo inibitorio e nel peggiore dei casi la Delirum Tremens una vera e propria sindrome psicotica che in caso di intossicazioni croniche da alcool compare frequentemente.

Altre possibili conseguenze dell’eccesso di alcool etilico

Neuropatie

Ancora a livello del sistema nervoso, possiamo manifestare neuropatie periferiche legate probabilmente a un deficit di vitamina b1 che si manifestano con formicolii, torpore e
difficoltà di concentrazione.

A livello cognitivo si può sperimentare difficoltà nella concentrazione e nella memoria.

Apparato cardiocircolatorio

A livello cardiocircolatorio abbiamo alterazioni della pressione arteriosa, aumenti dei livelli di colesterolo e trigliceridi nel sangue con tutti i potenziali rischi coronarici del caso.

Stomaco e intestino

A livello gastrointestinale può verificarsi un processo infiammatorio che avviene a carico dello stomaco che prende il nome di Gastrite Alcolica piuttosto che esofagiti e/o ulcere peptiche.

Fegato e pancreas

A livello epatico possibili danni irreversibili come la Cirrosi Alcolica una vera e propria trasformazione della struttura del fegato, la steatosi epatica e l’epatite alcolica. Anche il pancreas può essere a rischio di Pancreatite Alcolica, un’infiammazione d’organo con conseguente alterata funzionalità e rischio.

Acidosi metabolica

È importante anche l’alterazione del sistema acido-base per via di deviazioni metaboliche che alterano questo perfetto equilibrio che può arrivare sino all’acidosi metabolica.

Neoplasie

Infine, il rischio di sviluppare neoplasie è molto più alto negli alcolisti di circa 10 volte rispetto al resto della popolazione.

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