Tu quanto vali? Contratto a tempo indeterminato.

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Tu quanto vali? Ti sei mai posto questa domanda? In questo articolo condivido alcune mie riflessioni…

Sentirsi al sicuro

Una delle malattie oggi più diffuse è l’insicurezza, la paura di non farcela.

Una paura che probabilmente ereditiamo dagli anni ’70 – ’80. Oggi le cose sono diverse, c’è forse troppo, anche se spesso dislocato male.

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Da buone spugne abbiamo ereditato le paure e le aspettative di allora ed oggi la latitanza del posto fisso fa paura. Sento ancora molte persone dire:
“Sei fortunata, un posto fisso non te lo da più nessuno, tienitelo stretto!”.

Fortunata… 7,57€ l’ora, magari insoddisfatta, stressata, infelice. Metà vita regalata alla convinzione di sentirsi al sicuro grazie ad un impiego a tempo indeterminato.

Ti rifaccio la domanda: tu quanto vali?

Le origini

Quando è stata istituita questa modalità, in famiglia lavorava solo una persona, i figli erano sempre più di due ed era un’impresa riuscire a tenere da parte qualche lira, a fine mese. Le persone si sentivano eroiche nel riuscire a non far mancare nulla ai propri figli, compresi affetto e presenza.
La loro motivazione era alimentata dalle condizioni di vita, si trattava di sopravvivenza, ogni giorno e per molti anni. Il loro sentirsi al sicuro era basato sul quotidiano, era ben chiaro a tutti che si stava lottando per la vita, tutti insieme. Si sentivano vivi facendo in modo di esserlo.

Sentirsi al sicuro oggi

Nel 2014 i passi per sentirsi al sicuro sono principalmente due: trovare un lavoro fisso ed accendere un mutuo per comprare casa.
La sensazione è che anche il partner, oramai, sia diventato un passo successivo. Si tende quindi a soddisfare un bisogno attuale con un obiettivo buono 20 anni fa. Non a caso sui social impazzano frasi quali: ‘Che noia è lunedì!’ o ‘finalmente è venerdì!’
Percepisco claustrofobia, insoddisfazione, pesantezza, infelicità.
Il modello anni 80 non può durare a lungo, l’essere umano ha bisogno di rigenerarsi, di sentirsi in direzione di qualcosa, di scoprirsi vivo.

Come sentirsi al sicuri

La consapevolezza può essere la base sulla quale costruire una nuova sensazione di sicurezza.

Dal dizionario:
Consapevolezza: essere pienamente – e profondamente (nda) – informato.
“Sono consapevole di vivere questo periodo di vita in questo modo.

Il mio tempo oggi vale tot, domani voglio che valga tot, con queste esperienze, con questa crescita, con questi obiettivi.
Questi aspetti della mia vita non mi piacciono, queste sono le azioni che intendo fare per migliorarli.

Merito di vivere al meglio ogni attimo, è mio compito fare in modo di sentirmi vivo, ci sarà tempo per la noia”.

A qualsiasi età, ogni giorno davvero potrebbe essere l’ultimo, sarà capitato anche a te di perdere una persona cara e di aver vissuto quell’insopportabile sensazione di impotenza. Le esperienze della vita vanno ringraziate e vissute intensamente, abbiamo il compito di viverle al meglio e di cambiare le cose se non ci piacciono.
I contratti a tempo determinato, possono essere un’opportunità meravigliosa, perché offrono esperienze diverse e crescita personale costante.

Sottolineo crescita personale, non lavorativa: anche fare una fotocopia può essere motivante, se farlo con il sorriso è un passo verso il vivere al meglio il tuo presente.

Molte volte ho avuto la sensazione di ritrovarmi punto e a capo, nella vita. Ho smesso di preoccuparmi quando ho capito che per un passo in avanti, nella crescita personale, la vita ne fa fare 4 indietro.

Come a voler testare quanto sia autentico, quel passo e a verificare se ci credessi davvero. Inoltre i contratti a termine costringono a ottime pause di riflessione utili per riposare, rigenerarsi e ridefinire nuovi obiettivi, che risvegliano nuovi stimoli. È un po’ rischioso ma sento che valga la pena osservarla anche da questo punto di vista. Fra la sensazione di vivere metà vita ( il tempo libero che resta sono 8 giorni al mese, spesso vissuti male ) al sicuro ma a motori spenti e quella di lottare sentendomi profondamente vivo, scelgo comunque la seconda.  Anche perché se mi sento vivo non la percepirò più come una lotta, ma come un’avventura che vede me come protagonista.

E tu come la pensi? Tu quanto vali?

Gli anni passeranno comunque, quando saranno tanti preferirai avere un alloggio pagato e tanti giorni mediocri, o una vita vissuta alla grande, alle spalle? Regalare il tuo tempo è l’errore più grande che puoi fare, oggi ci sono i margini per rischiare, per scommettere su te stesso e per riuscire. A qualsiasi età, sei tu il maggior detrattore di te stesso. È difficile, ne sono consapevole, è tuo compito renderlo possibile.
C’è chi mi dice: “si ma qualcuno dovrà pur farle, quelle attività, non possono far tutti i ricercatori si sogni“. Vero.

Le palline dei mouse

Dentro i primi mouse dei pc c’era una pallina, che serviva per direzionare il puntatore.Muovendosi sul banco, inevitabilmente raccoglieva particelle di polvere, che alla lunga andavano a creare un ingombro tale da impedire lo scorrimento della pallina e quindi la precisione del movimento della freccia sul monitor. A 20 anni facevo il pulitore delle palline dei mouse. Non vedevo l’ora di andare a lavoro, era il mio primo impiego, mi sentivo un eroe. Anche se si trattava di aprire tutti i mouse e togliere la polvere accumulata.

Le motivazioni

La differenza non la fa il lavoro in sé ma le motivazioni con le quali lo si affronta. Muovono l’asticella della qualità della vita in direzione positiva o negativa.

Posso investire anche gratuitamente il mio tempo, a patto che sia consapevole di ciò che sto ricevendo in cambio dall’esperienza, che spesso può avere un valore più alto di quello economico. Regalare a lungo il proprio tempo, senza dargli un significato, equivale a spegnersi lentamente. Meritiamo di vivere, oggi, in questo momento.

Ti hanno lasciato a casa dal lavoro?

Ringrazia! Hai l’opportunità di scoprire, dentro di te, nuove risorse e, quindi, stimolare nuova vitalità, creatività, vita. Da vivere ora. Da non rimandare.

Al cinema – secondo tempo – [seguito di “Al cinema – Tu quanto vali ? (primo tempo)”]

Mi chiede se confermo?
Ho riflettuto…

Mi dia il modulo per firmare un contratto a tempo indeterminato con la mia vita.
Ogni ora ha un valore inestimabile, quindi sarò io a ridefinire, nel tempo,  cosa ricevere in cambio dalla vita.

In questo momento ricerco un lavoro che mi permetta di stimolare queste mie attitudini e mi permetta di migliorarmi sotto questi aspetti. Trovando questo lavoro sono disposta ad essere pagata anche solo 8€ l’ora, perché sono consapevole che ciò che mi tornerà indietro sarà la base indispensabile per poter fare il prossimo passo, che sarà ancora più importante di questo.

“Il calcolatore sta elaborando, attenda un istante.

Ecco la sua risposta:

Meraviglioso.”

 

La Vita non è lavoro e il lavoro non è vita
Come Rimanere Stagista a Vita
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