Come affrontare la disabilità in famiglia nell’adolescenza

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Disabilità nell’adolescenza: la famiglia ed i ragazzi

Cosa significa avere un figlio disabile che entra nella fase della vita definita come adolescenza? Quali aspetti caratterizzano i genitori e come vivono questa fase i papà e le mamme dei ragazzi adolescenti con problematiche relative all’apprendimento, cognitive e comportamentali?

Fino a quando i bambini “speciali” sono piccoli, quindi con un’età compresa fra gli 0 ed i 10 anni circa, le famiglie si occupano per lo più degli aspetti che ineriscono la sfera fisica. Quindi importanti sono i controlli che riguardano il corpo fisico, e cioè legati alla motricità sia grossolana che fine, alla buona salute degli organi interni, alla parola ed alla espressività linguistica.

A mano a mano che i ragazzi entrano nella fase della pubertà ecco che si presentano tutta una serie di nuovi aspetti da considerare: primo fra tutti la socialità.

I bambini che stanno diventando grandi hanno il desiderio di stare con i propri simili e di fare cose con i propri simili, hanno voglia di “sganciarsi” dalla famiglia di origine per iniziare le proprie esperienze individuali, hanno voglia di misurare i propri limiti e di provare cose nuove per comprendere dove possono arrivare con le loro possibilità.

Come tutti gli adolescenti hanno voglia di andare….

Come stanno i padri e le madri dei ragazzi disabili nella fase dell’adolescenza?

I padri

  • Sentono molto il dovere di accompagnare e sostenere i figli, in equilibrio, a volte precario, sui binari della vita anche se viaggiano verso un orizzonte poco definito in quanto dipendente dallo sviluppo cognitivo ancora non sviluppato dei figli,
  • Sviluppano delle riflessioni sul fatto che a volte il tempo a loro disposizione, soprattutto per i motivi legati al lavoro, non è sufficiente per aiutarli a crescere in quanto loro necessitano di molta più presenza rispetto a chi è normodotato.

Le madri

  • hanno paura per i loro figli perché li sentono totalmente indifesi e non pronti per affrontare la vita in modo autonomo visto che alcuni non hanno ancora sviluppato le autonomie di base,
  • si pongono sempre accanto ai figli ma un pochino in disparte per lasciar loro sperimentare i propri liniti ed il loro desiderio di autonomia personale,
  • sono sempre coinvolte anche loro malgrado per aiutare, stimolare, incoraggiare e sostenere i ragazzi in ogni aspetto emotivo della loro vita.

La fatica, il problema dei genitori di ragazzi disabili

Ciò che maggiormente emerge con i padri e le madri dei ragazzi disabili è comunque la fatica di accompagnare i propri figli nelle esperienze della vita.

Fatica e Stanchezza sono due aspetti importantissimi che hanno tutti i genitori dei ragazzi con difficoltà. Vi spiego le motivazioni.

Primo, perché la fatica è stata sperimentata nella maggior parte dei casi dalla nascita. I genitori, quindi, si sono trovati ad affrontare problematiche grosse già negli ultimi 14, 15 e 16 anni e portano con loro dei pesi emotivi da tanto tempo.

Secondo, perché è molto più complesso sostenere ed offrire e garantire autonomia a ragazzi che la desiderano ma che non sono in grado di gestirla. Magari perché hanno problematiche motorie, oppure linguistiche e non sono in grado di esprimersi per chiedere aiuto, oppure problematiche cognitive per cui non riescono a distinguere se una situazione è pericolosa per loro oppure no, o se qualcuno può far loro del bene o del male.

Come stanno i genitori? I genitori sono spaventati e se anche si rendono conto che è giusto aiutare i figli nel loro percorso di crescita, dall’altra parte desiderano che ai figli non venga fatto del male e quindi un aspetto su cui pongono estrema attenzione è quello della sicurezza e della protezione.

Cosa significano sicurezza e protezione?

Significano creare o cercare ambienti in cui i ragazzi con disabilità siano accolti, accettati e benvoluti.

  • Dove ci sia integrazione e armonizzazione.
  • Ambienti nei quali la diversità sia considerata come un valore aggiunto e non come una debolezza.
  • Dove ci sia la comprensione che ogni persona è speciale in sé e che ognuno di noi ha delle proprie abilità e qualità e che da queste si può sempre imparare per diventare persone migliori nella vita.

Con questo desiderio si muovono i padri e le madri dei ragazzi adolescenti con disabilità: garantire la vita migliore possibile ai loro figli, in un ambiente di amore ed affettività, di nutrimento fisico ed emotivo per consentire loro di sbocciare in tutta la loro bellezza interiore.

 

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