Acido lattico amico: tutto quello che forse non sai sugli effetti dell’attività fisica

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sportivo, runner, corsa

Se provassi a farvi rispondere alla domanda:” per quale motivo accusate dei dolori dopo i primi tentativi di correre un po’ o dopo le prime sedute in palestra?” sono convinto che la maggior parte di voi mi risponderebbe che è colpa dell’acido lattico, vero?

Non è l’acido lattico

Mi spiace darvi questa cattiva notizia ma, in effetti, lacido lattico con i vostri dolori non centra assolutamente niente. Come spesso succede in questo tipo di argomenti è necessario fare delle premesse per capire di cosa stiamo parlando ma, credetemi, le farò nel modo più semplice possibile affinché sia chiaro il perché dobbiate rivedere la vostra posizione su questo argomento.

I sistemi energetici

Il nostro organismo è una macchina evolutissima ben lontana dai limiti di un’autovettura convenzionale.

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Noi, proprio come delle macchine, per poterci muovere, abbiamo bisogno di disporre di energia ma, oltre a poterla produrre partendo da sostanze “grezze” (carboidrati, grassi e proteine), abbiamo anche la possibilità di poter scegliere il modo di produrla in funzione allo sforzo. Per farvi un esempio è come se la nostra autovettura, oltre ad essere in grado di creare benzina dal petrolio fosse in grado di decidere, a seconda del tipo di guida che utilizziamo, come produrla in modo da darci le performance migliori. La “moneta energetica” (così come le nostre autovetture possono utilizzare come carburante benzina, diesel, ecc.) che possiamo utilizzare è l’ATP ed i mezzi dei quali disponiamo per produrla sono diversi.

In questo contesto vi accennerò a quei metodi (in gergo “sistemi energetici”) di cui disponiamo che prevedono, come “effetto collaterale“, la produzione di acido lattico: la glicolisi aerobica e la glicolisi anaerobica lattacida. Entrambe hanno come composto di partenza il glucosio e come punto di arrivo la produzione di ATP ma sono molto diverse tra loro.

La prima prevede che vi sia l’intervento, importante, dell’ossigeno, è una reazione che ci fornisce il massimo quantitativo di energia (ATP) (pensate che da una molecola di glucosio riusciamo a ricavarne 38 di ATP) ma è una reazione piuttosto lenta, che ha bisogno del suo tempo, e che quindi difficilmente potrà avvantaggiarci nelle attività esplosive, repentine, che richiedono energia immediata. La seconda, la glicolisi anaerobica lattacida, prevede la produzione di energia senza la compartecipazione dell’ossigeno (da qui il nome “anaerobica”) e produce molta meno energia della prima, solo 2 molecole di ATP da una di glucosio, ma è molto più veloce.

In entrambi i casi, comunque, affinché avvenga la produzione di energia c’è bisogno che si succedano una serie di reazioni chimiche a causa delle quali, come effetto diretto di queste, si producono un mucchio di ioni H+, liberi all’interno delle nostre cellule muscolari, che causerebbero, se lasciati lì, un’acidificazione dell’ambiente cellulare, una situazione da scongiurare.

Colpevoli ed innocenti

E’ a questo punto che subentra il nostro “amico” acido lattico il cui scopo è, infatti, quello di accaparrarsi gli ioni H+ liberi e legarli a sé senza che questi, come detto, acidifichino l’ambiente.

In entrambi i sistemi energetici, dunque, vi è la produzione di acido lattico ma, mentre nel primo caso,nel suo compito, è aiutato dall’ossigeno ed il suo smaltimento riesce a pareggiare la sua produzione, nel secondo caso tutto cambia, di ossigeno non ce n’è, come abbiamo visto, ed essendo la reazione molto più veloce, più veloce è anche la produzione di ioni H+ e dunque la produzione di colui che deve legarli al sé, l’acido lattico, appunto, che non riesce ad essere smaltito abbastanza velocemente.

Ma, per farvi capire quanto ci sia “amico” l’acido lattico, devo dirvi anche come questo viene smaltito, ma soprattutto come viene riutilizzato. Entro pochissime ore dalla sua produzione massima (parliamo infatti della situazione peggiore) l’acido lattico, attraverso il sangue, arriva al fegato nel quale viene convertito in glucosio affinché possa riprendere parte alle reazioni per produrre energia. L’effetto negativo dell’acido lattico, quando il suo quantitativo all’interno delle cellule muscolari diventa eccessivo, non è quello di causarci dolori e fastidi nei giorni successivi ma quello di impedirci di continuare l’attività fisica.

La sua stessa presenza, così massiva, causa l’acidificazione dell’ambiente muscolare impedendone la contrazione. La sua “colpa” risiede nell’accollarsi l’onere di smaltire, legandoli a sé, gli ioni H+ che, se lasciati lì, molto tempo prima avrebbero prodotto lo stesso effetto.

La vera causa dei nostri dolori

Ma allora cos’è che ci causa tutti quei dolori che avvertiamo dopo le prime attività fisiche diverse dalle solite? Beh, ha un nome, si chiama D.O.M.S., Delayed Onset Muscle Soreness, dolore muscolare tardivo. E’ causato dalle micro lesioni muscolari e tendinee dovute dall’aver “esagerato” nell’effettuare la nostra attività.Dunque la colpa dei nostri dolori è principalmente nostra per essere stati inattivi per troppo tempo e per aver esagerato nel ricominciare.

Abbiamo scoperto quindi di avere un “amico” in più ed abbiamo fatto un po’ di chiarezza su come funzioniamo…

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