Simbolismo e psicosomatica dell’ intestino, Parte 1

Intestino e la sua psicosomatica, argomento molto interessante, ricco di simboli, significati, analogie …. Vorrei cominciare facendo uso in primo luogo della vista, attraverso la visione di tre immagini e vorrei, prima di inoltrarmi nei “meandri”, ed il lemma non l’ho scelto a caso, dell’argomento, che ognuno di voi riflettesse su ciò che sta osservando.

nocecervellointestino

Interessante vero? Quante analogie in queste tre immagini, quante corrispondenze. Il gheriglio della noce perfettamente sovrapponibile al nostro cervello, entrambi contenuti in una involucro duro e resistente: guscio e scatola cranica; ed il nostro cervello totalmente paragonabile e sovrapponibile al nostro intestino… vi sembra strano? Cosa vi racconta questa veloce comparazione? D’altra parte non è un caso che il nostro apparato intestinale sia chiamato secondo cervello

Il cervello e la noce, simbologia anatomica e non solo

Il gheriglio della noce ricorda innegabilmente il cervello umano, questa similitudine, secondo la dottrina delle signature, ha fatto della noce un rimedio legato a tutti i problemi del cervello, ma utile anche in caso di parassitosi intestinali, diarree, buon astringente e decongestionante. Ricordiamo che Giovan Battista Della Porta, medico e alchimista della Scuola Salernitana, scriveva della noce: “il mallo guscio esterno carnoso, verde, corrisponde ai tegumenti del cranio, il guscio trova corrispondenza con il cranio, l’endocarpo alle meningi, ed il gheriglio ai due emisferi cerebrali.” La noce è altresì trasformazione, rinnovamento, rigenerazione, così come lo è il cervello, cosi’ come lo è l’intestino… La noce è inoltre ricca di omega 3, serotonina, vitamine B, E e sali minerali che sono nutrienti importanti per il cervello ed il sistema nervoso, ma anche per l’intestino. Nulla per caso giusto?

Se fondiamo le immagini il risultato non cambia

Piano piano ci accingiamo ad arrivare al fulcro dell’articolo, l’intestino, seguendo questa strada leggermente più lunga, ma sicuramente più panoramica, per cercare di farvi comprendere le implicazioni che uniscono simbolismo, cervello ed intestino. Abbiamo attraversato rapidamente il paragone tra la simbologia della noce con il cervello ed ora ci “trasferiamo” ad osservare quanto cervello ed intestino appaiano all’occhio, …ma non solo a quello, interscambiabili. Provate a tornare sulle immagini: le anse dell’intestino sono assolutamente paragonabili alle circonvoluzioni del cervello, tanto che potreste fondere le immagini ricavando sempre lo stesso risultato. Proviamo?

intestino, cervello

Ho sovrapposto le due immagini ed il risultato è sorprendente, così come sono sorprendenti le implicazioni psicosomatiche che legano i due organi!

Intestino, il labirinto della mente

Una delle prime immagini che ci viene alla mente guardando le circonvoluzioni intestinali è l’immagine del labirinto: luogo buio, tortuoso, fatto di meandri che sfuggono alla coscienza, dove il disordine, però, è quasi sempre solo apparente. L’intestino, spazio ben delimitato nel corpo, ma che per la sua forma lo rende un luogo legato allo smarrimento, al disorientamento, dove nulla è semplice e lineare, proprio come lo possono essere i nostri pensieri. E così entrambi gli organi producono del materiale che dopo essere stato elaborato, in parte sarà assorbito e diventerà nutrimento ed in parte dovrà essere eliminato. Solo una parte dei nostri pensieri arriva alla coscienza e solo una parte dei nostri pensieri viene eliminata, così come solo una parte del cibo ingerito, e quindi “scelto” diviene nutrimento e passa nel sangue, il resto viene trasformato in feci per essere espulso. Paracelso ci racconta che “ciò che è in alto è come ciò che è in basso” e l’analogia alto-basso collega le parti basse del corpo, gli inferi, alle parti alte: il cervello, il cielo, che sono luoghi di emanazione dello spirito. Ed ecco che cade a pennello il paragone tra i nostri due organi.

Le scelte viscerali

In alto è coscienza, in basso è istinto, in alto è spirito, in basso è sostanza. Quante volte, in effetti, abbiamo sentito dire o abbiamo detto noi stessi: “ho agito di pancia”, “ho reagito di pancia” per dire che abbiamo agito o reagito d’istinto, saltando il pensiero e seguendo il nostro “basso” . “Ragionare di pancia” significa scegliere “visceralmente” seguendo un istinto arcaico. Il cervello assimila le impressioni sul piano non materiale, l’intestino assimila le impressioni sul piano materiale ed ecco che in entrambi gli organi avviene l’analisi, la scissione e l’epurazione.

Ma l’intestino è anche quel luogo dove gli istinti vengono nascosti ed i pensieri che non ci piacciono o ci fanno male trovano un labirinto in cui dileguarsi. L’intestino diventa così il “rappresentante” dei nostri contenuti psichici “sporchi”, inaccettabili per la coscienza-cervello. Le problematiche legate all’intestino indicano perciò la nostra tendenza a rimuovere ciò che ci sembra scomodo, sia che si tratti di pensieri che di pulsioni. Il disturbo intestinale trova il suo corrispettivo nel cervello che tenta di eliminare pensieri, idee, fantasie, emozioni, … che ritiene non adeguate o inaccettabili per la coscienza.

I disturbi del nostro secondo cervello

Ed ecco le varie problematiche che ci possono affliggere: colite, stipsi, dissenteria, colon irritabile, insomma, tutti i vari disturbi intestinali di cui parleremo approfonditamente nella seconda parte di questo articolo (clicca qui). Scopriremo poi cosa nascondono a livello psicosomatico le problematiche che affliggono l’intestino e che sono presenti in un numero sempre crescente di persone, ed i rimedi naturali consigliati.

 

L'intestino Felice
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Antonella Carobbio
Naturopata ad indirizzo psicosomatico, operatrice in psicologia del colore, cromoterapia, cromopuntura, aromatologia, profumoterapia, educazione alimentare, cosmesi naturale. Insegnante di Massaggio Infantile diplomata IAIM - AIMI. Bologna
Contatti
Email: cromobologna@gmail.com
Website: http://www.cromobologna.com
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