Semi di Psillio: proprietà per un intestino in salute

Problemi di stitichezza e mancanza di regolarità intestinale? I semi di psillio potrebbero essere un valido rimedio.

Psillio, cos’è ?

I semi utilizzati in ambito erboristico provengono principalmente da tre specie vegetali:  Plantago psyllium e Plantago indica, comunemente conosciute come psillio nero  e Planato Ovata, soprannominato psillio biondo. Si tratta di erbacee annuali caratterizzate da un fusto ridotto, con foglie lunghe e strette, fiori bianchi riuniti in spighe e frutti a capsula, che a maturità, si aprono rilasciando i piccoli semi (di 2-3mm di lunghezza) di colore giallo o bruno, dall’aspetto liscio e lucido.

La superficie esterna del seme è rivestita da un sottile strato di mucillagine che a contatto con l’acqua bollente tende a rigonfiarsi. Lo strato esterno dello spillo biondo prende il nome di ispagula, e grazie al suo contenuto mucillagini che può arrivare fino al 30%, è in grado di assorbire acqua fino a 25 volte il suo peso iniziale.

Le proprietà dei semi di psillio, regolatori del transito intestinale

La funzione di questa droga vegetale è principalmente regolatoria sul transito intestinale: è in grado di ammorbare le feci in caso fossero troppo compatte (trattenendo acqua a livello del lume intestinale, aumenta il volume della massa fecale e velocizza il suo transito, favorendo il tal modo l’evacuazione), ma nel contempo, in presenza di diarrea, sarà altresì in grado di aumentare il tempo di transito, in modo tale che quota parte dell’acqua in eccesso possa essere preventivamente riassorbita.

La presenza di mucillagini lo rende nel contempo un antinfiammatorio a livello della mucosa intestinale, in quanto ricoprendola totalmente con un microfilm, la protegge dal contatto con eventuali tossine alimentari e batteri potenzialmente patogeni. Utile pertanto come trattamento occasionale in caso di stipsi e sindrome dell’intestino irritabile. Alcuni studi hanno evidenziato la possibilità dei semi di psillio assunti internamente, di ridurre i livelli ematici di colesterolo totale e colesterolo “cattivo” (LDL), senza influire sui livello di quello HDL (definito “buono”). I polisaccaridi contenuti nei semi di psillio biondo vengo generalmente degradati dalla flora batterica, ad acidi grassi a corta catena, composti ad azione trofica per la mucosa del colon.

Dose giornaliera consigliata

Secondo la “Commissione regolatoria tedesca E*1 (vedi nota) la dose giornaliera consigliata si attesta intorno ai 10g da diluire in acqua calda (150-200ml ogni 5g di droga). In commercio si può trovare polverizzato, in bustine monodose da diluire in una quantità prestabilita di acqua. Potrai aggiungerlo ad una bevanda calda, per esempio una tisana o un tè, e sorseggiarlo lontano dai pasti, per evitare che interferisca con i processi digestivi. In generale si consiglia di assumerlo lontano dall’assunzione di qualsiasi farmaco, in quanto potrebbe ridurne la velocitàà di assorbimento.

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Psillio come rimedio occasionale, avvertenze

Una stipsi occasionale potrebbe essere il sintomo fisico di un regime alimentare povero in vegetali e fibre. Pertanto il primo passo da intraprendere sarà proprio quello di introdurre gradualmente nella propria dieta cibi vegetali crudi e cereali integrali. L’uso di questo rimedio dovrà pertanto rimanere sporadico, al bisogno.

Stipsi, emorroidi e diarrea frequenti potrebbero invece essere indice di una stato clinico più complesso, pertanto si consiglia il preventivo consulto con il proprio medico di fiducia per approfondire la problematica e capire se l’assunzione di questa droga possa essere funzionale o meno (in alcune situazioni potrebbe infatti peggiorare la situazione).

Sconsigliato l’utilizzo in caso di trattamenti con ipocolesterolemizzanti, in caso di diabete mellito, ostruzione intestinale, megacolon e forme tumorali a livello del tratto enterico.

Ai dosaggi indicati, non sono stati riportati effetti collaterali di rilievo. In rarissimi casi ha provocato reazioni allergiche di lieve entità. Un uso eccessivo può causare flatulenza e gonfiori addominali.

Note

*1:Commissione Tedesca E: valuta ed approva le erbe medicinali basandosi su dimostrate evidenze di sicurezza ed efficacia.

Bibliografia principale

  1. Bettiol, F.F Vincieri, Manuale delle preparazioni erboristiche. Fitoterapici, fitocosmetici, prodotti erboristici, integratori alimentari a base di piante, Milano, Tecniche nuove, 2012.
  2. Capasso, G. granolini, A.A. Izzo (2006), Fitoterapia impiego razionale delle droghe vegetali, Milano, Sprinter-Verlag, 2006.

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Luigi Romiti
Laureato in tecniche erboriste presso La facoltà di Farmacia ed Agraria dell’Università degli Studi di Milano. Formatore in campo erboristico e salutistico e coltiva-tore, per passione, di piante officinali biologiche per distillazione di oli essenziali.
Contatti
Email: luigi.romiti@live.it
Website: http://www.ilgiardinoaromatico.blogspot.it
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