Psicosomatica: i messaggi del nostro corpo

Siamo pronti per uscire a cena e improvviso si scatena un forte mal di pancia, le valige sono pronte i biglietti dell’aeroplano già in tasca, ma il termometro segna 38° di febbre. Stanno per arrivare i genitori di tuo marito per un breve periodo di vacanza con voi ed il tuo dente del giudizio comincia a pulsare inesorabilmente. Vorresti dire come la pensi al tuo capo, ci rimugini per giorni senza trovare il coraggio e il tuo stomaco diventa di fuoco, il lavoro non funziona, i colleghi ti opprimono e i dolori articolari ti rendono rigido e depresso…potrei andare avanti all’infinito, perché mille sono i campanelli di allarme, se non vere e proprie luci rosse, che la mente accende nel corpo per segnalare un guasto, un blocco, un errore da correggere, evitare, accogliere.

Il linguaggio simbolico dei sogni e della psicosomatica

La malattia è un modo che usa l’inconscio per farci vedere qualcosa che noi razionalmente non vogliamo vedere. Il linguaggio della malattia psicosomatica è molto simile al linguaggio dei sogni. Più comprendiamo il linguaggio dei sogni, più ci avviciniamo al linguaggio psicosomatico delle malattie. E questo perché? Perché tutti i sogni parlano attraverso un linguaggio simbolico, lo stesso linguaggio della malattia psicosomatica. Il linguaggio dei sogni è un linguaggio irrazionale, dove ciò che sembra non è. La stessa cosa nella malattia psicosomatica, dove ciò che può sembrare un banale malessere passeggero, è invece messaggero di informazioni ben più importanti e profonde.

I messaggi della pelle

Tutte le nostro reazioni psico-emotive si traducono istantaneamente anche sul piano organico, modificando il lavoro dei nostri organi che a lungo andare possono manifestare veri e propri disturbi fisici. Ma vediamo alcuni dei disturbi psicosomatici più comuni: in testa metterei il “campo dermatologico” in cui la malattia psicosomatica si aggira intorno al 90%. La pelle, il nostro confine, il nostro “punto di scambio” tra interno ed esterno e viceversa. Sulla pelle si “scrivono” tutti i problemi, le difficoltà, le paure che si vivono nel rapporto con gli altri. Pruriti, allergie, acne, rossori, psoriasi, ecc. ci indicano che qualcosa potrebbe non funziona nel rapporto con chi ci sta intorno, con il mondo esterno, nel contatto, anche materiale, con gli altri. Attraverso la pelle si possono altresì alzare dei muri difensivi da interporre tra se e gli altri, quasi come reazione difensiva ad un esterno considerato pericoloso, difficile, ostile. Chiaramente, ogni localizzazione sul corpo avrà un suo senso.

I messaggi dello stomaco

Lo stomaco in fiamme denota la difficoltà o la totale incapacità di digerire le esperienze che si hanno con l’esterno. Certe situazioni non riusciamo proprio a mandarle giù. Apparentemente può sembrare che le cose ci vadano bene. In realtà, lo sforzo che compiamo per farcele andare bene nel tempo ci logora e ci buca lo stomaco nel vero senso della parola. Non dimentichiamo, infatti, che l’apparato digerente non digerisce soltanto gli alimenti, ma anche tutte le esperienze che facciamo. I bocconi pesanti non derivano solo da cibi sbagliati, ma anche da stili di vita ed esperienze che dobbiamo digerire a forza. Lo stomaco, e l’apparato digerente in generale, deve introdurre, trasformare, rielaborare e assimilare cibo e situazioni di vita, affetti, emozioni. Tutto quello che non riesce ad essere eliminato, in un senso o nell’altro, diventa tossico. Se la macchina si inceppa, se i “bocconi amari” sono davvero troppi, questo ci provoca uno stress cronico a livello dello stomaco che porta ad un’iperproduzione (ma a volte anche un ipoproduzione) di succhi gastrici, che esprimono attraverso la loro forza corrosiva, il desiderio aggressivo e rabbioso che viene trattenuto dentro di se finendo per divenire autolesionistico. Non dobbiamo allora stupirci se lo stomaco con l’inappetenza, il dolore, il vomito ci manda il suo segnale psicosomatico di qualcosa che non funziona, per l’appunto, a livello psichico.

I messaggi del cuore

La tachicardia ed altri disturbi del ritmo cardiaco a livello emotivo rappresentano gli istinti, le emozioni e le pulsioni che hanno necessità di trovare una valvola di sfogo, che richiedono a gran voce attenzione perché represse, sacrificate, dimenticate… Ma anche uno stress di lunga durata, preoccupazioni protratte, affetti e amori in difficoltà, così come atteggiamenti troppo rigidi e controllati che non lasciano spazio, che “induriscono” il cuore in un’armatura muscolo tensiva: ogni movimento della cassa toracica è imbrigliato: il respiro, il battito del cuore. La pressione arteriosa può salire, il battito aumentare, il respiro farsi frequente e affannoso. Se non troviamo la chiave per aprire il cancello che abbiamo creato intorno al nostro cuore, se non eliminiamo quei freni che abbiamo innestato sulla nostra spontaneità, i nostri disturbi psicosomatici si trasformeranno in vera patologia.

Siamo l’unione di tutto

Non dimentichiamo che le malattie psicosomatiche, non sono invenzioni o semplice sensazioni, insomma, non stiamo parlando di malati immaginari. Le malattie psicosomatiche, sono malattie vere e proprie, con tutti i possibili danni organici che ne conseguono (ulcere, ipertensione, problematiche articolari, …) Come tali vanno ascoltate e curate, ma curate nel vero senso del termine, partendo dall’origine, perché spegnere unicamente il sintomo non risolverebbe il problema. Non dimentichiamo, infatti, che siamo un unico corpo composto da mente e soma e queste due parti sono inscindibilmente legate l’una all’altra.

di Antonella Carobbio

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Antonella Carobbio
Naturopata ad indirizzo psicosomatico, operatrice in psicologia del colore, cromoterapia, cromopuntura, aromatologia, profumoterapia, educazione alimentare, cosmesi naturale. Insegnante di Massaggio Infantile diplomata IAIM - AIMI. Bologna
Contatti
Email: cromobologna@gmail.com
Website: http://www.cromobologna.com
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