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L’Olio di Palma fa male? La verità dalla voce degli esperti

L’ Olio di Palma è al centro dell’attenzione da tempo. Condannato per la sua capacità di creare problemi all’apparato cardiovascolare, è contenuto in gran parte dei prodotti da forno di preparazione industriale. Quando tutti parlano molto di un argomento, esperti e non esperti, diventa difficile farsi un’idea chiara. L’argomento è delicato ed ho deciso di approfondirlo richiamando il parere di alcuni esperti: un giornalista e due medici: Marco Pizzuti, scrittore, ricercatore scientifico ed esperto di controinformazione, il Dott. Mauro Mario Mariani, Angiologo ed Esperto di Nutrizione, che ama definirsi mangiologo, Dott. Luca Speciani, Medico esperto in Nutrizione e Medicina sportiva.

I tre interventi confermano l’idea che mi ero fatto, e cioè: meglio evitare l’olio di palma raffinato dall’industria. Fa male a noi, fa male all’ambiente ed ai coltivatori di palme da cocco. Meglio evitarlo, così come dovremmo evitare anche gli altri oli raffinati.

Non è necessario demonizzarlo, da un lato perché non è la sola causa di tutti i nostri mali, dall’altro perché se trovassimo prodotti che utilizzano la sua versione biologica, ovvero spremuto a freddo, non ci farebbe male.

Il mio invito è di leggere bene le etichette ed evitare il più possibile di acquistare i prodotti che lo contengono.

L’olio di Palma è nocivo per la salute – Marco Pizzuti

Ecco cosa scrive Marco Pizzuti nel suo libro “Scelte alimentari non autorizzate”:

L’olio di palma è il più diffuso tra gli oli presenti negli alimenti lavorati (viene utilizzato persino nel latte artificiale per bambini), e lo troviamo in quasi la metà delle etichette dei prodotti industriali.

È un ingrediente così comune che è molto difficile trovare dei gelati confezionati o delle fette biscottate dove non sia presente. Si tratta, però, di un prodotto nocivo per la salute, e il pericolo maggiore riguarda i bambini, poiché è contenuto soprattutto nella Nutella (con il 31% di oli vegetali, costituiti prevalentemente da olio di palma), nelle merendine, nei biscotti e nei dolci in genere.

Obbligo in etichetta ma senza la quantità

Fino al 2014 l’Olio di Palma veniva occultato con la generica dicitura “grassi vegetali”, ma dal 2015 l’industria è stata costretta a indicarne espressamente la presenza sull’etichetta, senza però avere l’obbligo d’indicarne anche la quantità.

 

Il basso costo dell’olio di palma è la principale ragione della sua straordinaria diffusione nel mercato alimentare e negli ultimi trent’anni la sua produzione ha comportato la distruzione in Indonesia di una superficie di foresta pluviale pari all’estensione di Italia, Svizzera e Austria messe insieme.

Nonostante sia stato dichiarato ufficialmente un “prodotto sostenibile”, a causa della sua produzione ogni anno scompaiono la flora e la fauna (tra cui animali in via di estinzioni come oranghi, elefanti, tigri e rinoceronti) di un’area di foresta del sud-est asiatico pari a quella di 300 campi di calcio.

Patologie cardiovascolari, diabete e tumori

L’olio di palma contiene dal 45 al 55% di grassi saturi a catena lunga (come l’acido palmitico) e nei consumatori abituali provoca l’aumento dei livelli dei grassi nel sangue, dal colesterolo “cattivo” (LDL) ai trigliceridi. Altri effetti collaterali associati al suo consumo riguardano l’incremento delle sostanze infiammatorie circolanti nel sangue, che favoriscono lo sviluppo di varie patologie cardiovascolari, l’aterosclerosi, il diabete e persino i tumori.

L’olio di palma, come spiegato dai ricercatori delle Università di Bari, Padova e Pisa, in collaborazione con la Società Italiana di Diabetologia, è in grado di distruggere le cellule del pancreas che producono l’insulina. Ciò accade in quanto l’olio di palma agisce direttamente sulle cellule beta, uccidendole e determinando una produzione inadeguata di insulina.

 

Dott. Mariani: “La produzione dell’olio di Palma è un olocausto ecologico”

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Il Dott. Mauro Mario Mariani è da tempo impegnato in una battaglia contro l’Olio di Palma raffinato [estratto da un intervista pubblicata su tychemagazine.it].

Sulla produzione di olio di palma c’è stato negli ultimi trent’anni quello che io definisco un “olocausto ecologico”: abbiamo assistito ad una pesante deforestazione in Indonesia e Malesia a favore delle nuove industrie a cielo aperto dell’olio di palma. Le multinazionali in continua richiesta di questo nuovo grasso, per timore di non avere più frutti dai quali estrarre l’olio nelle zone dove queste avevano il loro habitat naturale, hanno invaso altri territori abbattendo le piante presenti a favore di nuove piantagioni di palme.

La raffinazione e la conseguente ossidazione dell’olio di palma sono il problema

Laddove le palme non c’erano sono state messe a dimora, con danno enorme all’ecosistema, agli animali e alla terra. Il problema per la nostra salute sopraggiunge quando l’olio di palma contenuto nei cibi industriali viene lavorato e raffinato diventando ossidato, andando così ad innescare nel nostro organismo processi di aterosclerosi: il primo passo verso infarto e ictus. Purtroppo allo stato attuale l’olio di palma è ingrediente fondamentale per moltissimi prodotti industriali, specialmente quelli che diamo ai nostri figli. Mai come ora sotto i 30 anni ci sono tante nuove malattie e non solo metaboliche.

L’olio di Palma spremuto a freddo non fa male

L’industria usa solo oli raffinati ad alte temperature.  L’olio di palma spremuto a freddo è un grasso buono, insaturo. E’ il cosiddetto Red Palm Oil. A freddo contiene betacarotene, licopene e tanti altri preziosi antiossidanti che proteggono dalle malattie. Il problema è che questo tipo di olio non arriva mai sulle nostre tavole perché, ribadisco, le industrie lo scaldano ad alta temperatura per i loro processi produttivi, diventando così saturo per un processo che lo porta ad ossidazione. L’Olio di Palma naturale perde addirittura il caratteristico colore rosso quando viene scaldato.

Dott. Luca Speciani: un oliaccio industriale da evitare, ma non è il solo

Il punto di  vista del Dott. Luca Speciani  l’abbiamo intercettato in un post della sua pagina Facebook  “Luca Speciani – DietaGIFT”, datato 4 Maggio 2015.

Da più parti vengo sollecitato ad un giudizio sulla salubrità dell’Olio di Palma, dopo il recente servizio su Report. Io ritengo che sia un olio di ampio uso industriale, le cui scarse qualità organolettiche derivano principalmente dai trattamenti conservativi e manipolativi cui viene sottoposto nei paesi del terzo mondo in cui viene prodotto. È ben meno dannoso per le arterie rispetto ai famigerati grassi idrogenati che per decenni l’industria ci ha propinato in ogni biscotto, brioche, grissino, senza che da nessuna parte si levasse un “bah!”.

In sintesi: un oliaccio industriale da evitare (se fosse per me è per i miei pazienti le industrie produttrici di merendine e biscotti fallirebbero) ma non particolarmente differente da altri oli industriali di scarsa qualità. L’olio di palma, però, a sentire i suoi detrattori, deforesta ed estingue gli oranghi. Verissimo, certo. Ma qualcuno mi spiega la differenza con le piantagioni di canna da zucchero, di cotone, di caffè, di olio di cocco?

Il problema: i prodotti a basso costo con scarsa qualità nutrizionale

Non è un problema più generale legato a prodotti agricoli di costo irrisorio provenienti dai paesi più poveri, e di scarsissima qualità nutrizionale? Se imparassimo a scegliere cibi sani, naturali e locali il problema non esisterebbe. L’intelligenza per capire che si tratta di lotte tra lobbies non ci manca.

Sentiamoci in colpa sia quando addentiamo la merendina industriale, sia quando, pensando di essere “ecologici”, droghiamo il nostro caffè con la bustina di zucchero bruno.

Lasciamo a voi lettori le opportune conclusioni.

 

Claudio Monteverdi

Note della redazione

Qui è possibile vedere una parte della trasmissione Report che ha trattato l’argomento

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Qui un approfondimento sul sito Rai: Che mondo sarebbe senza…

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Claudio Monteverdi
Naturopata, esperto di alimentazione naturale, floriterapia, ed altre tecniche per il benessere. Convinto sostenitore dell'approccio olistico e del vivere etico e sostenibile. Fondatore e direttore del portale BenessereCorpoMente.it. Lavora a Milano
Contatti
Email: claudio@benesserecorpomente.it
Telefono: +393357833350
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