Mangia,prega,ama e… riscopriti!

Quando alcuni anni fa mi sono avvicinata al libro “Mangia, prega, ama” di Elisabeth Gilbert, ammetto di averlo fatto con quel filo di snobbismo che caratterizza tutti noi “lettori impegnati” che si barcamenano tra Franzen e Tolstoj e disdegnano con stupida ingenuità i best seller o le letture da spiaggia.

Una cara amica me lo aveva caldamente consigliato ed essendo alla ricerca di nuovi testi da condividere nel mio gruppo di Scrittura Espressiva riservato alle donne ho deciso di leggerlo.

Mangia, prega, ama: uno strumento utile

Oggi è uno dei testi che ripropongo puntualmente nei miei gruppi.

Basterebbe infatti fermarsi al titolo per avere un mini vademecum di crescita personale: “Mangia-soddisfa le tue necessità primarie, i tuoi bisogni di base e trova gioia in essi. Prega-apri il tuo cuore, senti cosa c’è dentro di te, abbi fiducia. Ama-realizza l’amore nella tua vita senza paura”.

Elisabeth è una donna a cui la vita pare aver sorriso. E’ giovane, in salute, ha un lavoro che le piace, una buona situazione economica, un marito con cui ha costruito una vita apparentemente perfetta eppure “erano le tre del mattino di un novembre freddo. Mio marito dormiva nel nostro letto. Io mi ero nascosta in bagno per la quarantasettesima notte di seguito e – come tutte le precedenti- singhiozzavo (…) Non voglio più essere sposata. Non voglio vivere in questa grande casa. Non voglio avere un bambino. Ma avrei dovuto volerlo.”

Quando qualcosa non va…

Scagli la prima pietra chi, anche in modi e contesti diversi, non si è mai ritrovato in questa situazione: rendersi conto di avere molto, ma nonostante questo sentire che c’è qualcosa che non va, un vuoto dentro che urla e chiede di essere colmato. O semplicemente capire che quel vuoto nasce dal non aver percorso tutte le tappe, dall’essersi lasciato qualcosa alle spalle, un qualcosa in sospeso che necessita risposta.

Così la protagonista, nonché autrice, di questo libro diventa subito una di noi, un’amica che dopo aver tentato la strada più veloce e apparentemente semplice (ricorrere agli psicofarmaci) decide di intraprendere un viaggio di crescita personale che la porterà appunto a toccare le tappe fondamentali di un percorso evolutivo.

Il viaggio

Naturalmente la protagonista lo fa attraverso un simbolico viaggio in tre paesi che rappresentano nell’immaginario collettivo il buon vivere (Italia), la spiritualità (India) il romanticismo e l’amore (Bali).

Ma ognuno di noi può intraprendere questo viaggio dentro se stesso: in Italia Elisabeth cerca di realizzare un suo sogno, un qualcosa che avrebbe sempre voluto fare ossia imparare una nuova lingua, un nuovo modo di comunicare e al tempo stesso soddisfare nel modo migliore il bisogno di “nutrimento”: “… La mia vita era andata a pezzi, ero diventata irriconoscibile perfino a me stessa (…). Ma avevo intravisto uno sprazzo di felicità quando avevo iniziato a studiare l’italiano e se, dopo un periodo oscuro, sentiamo, per quanto debolmente, che la felicità non ci è del tutto negata, allora l’afferriamo alle caviglie…”. Questa è la prima tappa per ricominciare a volersi bene dopo una crisi, scegliere anche quel piccolo sprazzo, quell’idea che ci fa star bene e seguirla.

Decidere e scegliere

In India la sfida con se stessa si fa più difficile: imparare ad ascoltarsi e ad avere fiducia. Ospite di un ashram Elisabeth si vedrà costretta a cambiare i sui schemi mentali, il suo immaginario, il suo concetto di realtà superando condizionamenti e stereotipi, fino ad arrivare attraverso la pratica della meditazione e l’esperienza, a dire : “…mentre molte cose nel mio destino sono imperscrutabili, ce ne sono altre sotto la mia giurisdizione(…)Posso decidere con chi passare il tempo, con chi interagire, con chi condividere il mio corpo, la mia vita, i miei soldi e la mia energia(…)Posso decidere come valutare le circostanze sfortunate della mia vita – se vederle come maledizioni o come opportunità. E soprattutto posso scegliere i miei pensieri”. E infatti un amico le insegnerà che: ”… Devi imparare a scegliere i tuoi pensieri, proprio come ogni giorno scegli i vestiti da mettere. E’ in tuo potere. Se ti piace avere il dominio della tua vita, lavora sulla mente. E’ l’unica cosa su cui puoi tentare di esercitare un controllo. Il resto lascialo perdere. Se non domini i tuoi pensieri sarai sempre nei guai”. Seconda tappa: comprendere che i nostri pensieri guidano le nostre azioni e la vita che ci stiamo costruendo. E che noi abbiamo la capacità di scegliere come e cosa pensare. Da qui la fiducia sincera che tutto alla fine volgerà al nostro bene.

La consapevolezza

Quando si raggiunge questa consapevolezza è facile sentirsi talmente in pace con sé da non aver voglia di rischiare nuovamente di comprometterla gettandosi in una relazione. Può capitare di pensare di bastare a se stessi, ma non è così: l’uomo è un essere sociale e l’Amore che portiamo dentro ci è dato anche per condividerlo. E così Elisabeth parte per Bali.

Qui attraverso l’amicizia con un vecchio saggio sciamano del luogo e l’aiuto sincero agli altri (donerà parte dei suoi beni per la causa di una donna indonesiana in difficoltà), incontrerà un uomo e supererà la paura di rimettersi in gioco in una relazione di coppia. L’incontro con Felipe le permetterà di guardarsi sotto una nuova luce, di scoprirsi diversa e cogliere i frutti della sua crescita personale. Terza tappa di crescita: apriti al mondo e non aver paura di amare.

Alla fine sono arrivata a credere in una ricerca che io chiamo La Fisica dell’Anima, una forza della natura governata da leggi reali quanto la legge di gravità. La regola di questo principio funziona più o meno così: se sei abbastanza coraggiosa da lasciarti indietro tutto ciò che ti è familiare e confortevole e che può essere qualunque cosa, dalla tua casa a vecchi rancori, e partire per un viaggio alla ricerca della verità, sia esterna che interna, se sei veramente intenzionata a considerare tutto quello che ti capita durante questo viaggio come un indizio, se accetti tutti quelli che incontri strada facendo come insegnanti, e se sei preparata soprattutto ad affrontare e perdonare alcune realtà di te stessa veramente scomode, allora la verità non ti sarà preclusa”.

Vi consiglio quindi questo libro, di piacevole lettura, stilisticamente diretto e immediato, ma mai banale come un’originale guida di viaggio verso la riscoperta di Sé. Buona lettura.

 

 

Libro Erika

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Erika Ferrati
Counselor Relazionale Spirituale, Oparatrice Reiki, Mediatrice familiare e Giornalista, Conduce gruppi e sessioni individuali di Scrittura del Sé® metodo da lei ideato, Crescita personale e Genealogia Emozionale.
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Email: erikaferrati@lascritturadelse.it
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