Le molteplici proprietà dell’olio essenziale di Lavanda

Mare, sole, sabbia calda fra le dita dei piedi ed il rumore delle onde che si infrangono sulla spiaggia e sugli scogli.. questi sono solo alcuni degli ingredienti per un’ottima vacanza e presupposto per rilassarvi e ritrovare il giusto contatto con i quattro elementi naturali: acqua, fuoco aria e terra.

L’olio essenziale di lavanda e il sole

Talvolta, se non siamo ben accorti, un’eccessiva esposizione solare, soprattutto nelle prime ore pomeridiane, può giocare qualche spiacevole scherzo, come scottature ed arrossamenti. Potrà allora venire in nostro aiuto un ottimo rimedio erboristico, l’olio essenziale di lavandula angustifolia. L’associazione con puro gel d’aloe vera creerà una combinazione sinergica che porterà un rapido sollievo, andando a lenire e rigenerare lo strato cutaneo compromesso.
L’olio essenziale è una forma di rimedio altamente concentrata (lo dice la parola stessa), un mix molto complesso di molecole aromatiche differenti, estratto a partire da materiale vegetale con differenti metodi fisici (distillazione, spremitura per gli agrumi, estrazione in CO2 supercritica) e/o estrazione con solventi. Pertanto, ai fini di un utilizzo sicuro sul proprio organismo, sarà di fondamentale importanza procedere con una corretta diluizione. Porre a tal fine un cucchiaio da minestra di puro gel d’aloe vera (puro al 99% e privo di altre sostanze ad azione emolliente e/o profumi) in una ciotolina. Aggiungere 5 gocce di olio essenziale di lavanda angustifolia e mescolare con l’aiuto di un cucchiaino. Spalmare uniformante sull’area arrossata ed attendere fino al completo assorbimento del gel composto.
L’azione lenitiva è solo una delle molteplici proprietà di cui è dotata questa formidabile specie officinale.

 Altri usi dell’olio essenziale di lavanda

L’olio essenziale di lavanda esplica altresì un’azione antisettica a livello cutaneo, che seppure minore rispetto ad altri oli essenziali (quali timo o tea tree), è ben controbilanciata da una quasi totale assenza di fenomeni irritanti, una spiccata attività antinfiammatoria a livello cutaneo (utile pertanto in caso di piccoli tagli, ferite superficiali, piccole ustioni, punture di insetti, acne..) ed un’ottima dermocompatibilità.

L’olio essenziale, aggiunto ad una base di olio vegetale, come olio di mandorle dolci o a cera di jojoba (che risulta liquida a temperatura ambiente), può essere utilizzato per un massaggio antireumatico e per sciogliere contratture muscolari. A tal fine se ne può aggiungere fino al 3% sul totale della preparazione oleosa, da solo od in associazione ad altri oli essenziali con caratteristiche similari (quali rosmarino, eucalipto..).
Per esempio ad 1 cucchiaio da minestra di olio vegetale (corrispondente a circa 9ml) potrò aggiungere fino a 7 gocce di olio essenziale di lavanda.

A livello neuro-sensoriale, agisce da rilassante e sedativo nervoso, utile pertanto in caso di ansia ed insonnia. Recenti studi elettroencefalografici hanno dimostrato una sua attività neurosedativa e rilassante quando l’olio è utilizzato per via inalatoria, e ciò indica che anche piccole dosi di questa droga hanno una notevole influenza sull’attività cerebrale.
Può essere vaporizzato nell’ambiente, oppure posto direttamente a livello delle tempie e della nuca (una goccia di olio essenziale da porre sulle cute massaggiando delicatamente la zona in senso rotatorio) od aggiunto ad un bagno aromatico.

Vaporizzato nell’ambiente o utilizzandone qualche goccia nei suffumigi, esplica anche un’azione espettorante e mucolitica (in particolare la lavanda spica, un’altra specie di lavanda con un buon contenuto di 1,8-cineolo, un ossido ad azione espettorante ed antibatterica).

Riepilogo delle principali forme di utilizzo dell’olio:
• A livello cutaneo diluito in olio vegetale (olio di mandorle dolci, cera di jojoba..) o addizionato a puro gel d’aloe: max 3% sul totale della formulazione (25gocce di olio essenziale corrispondono a circa 1ml): azione decontratturante muscolare, antireumatica, antinfiammatoria cutanea e lenitiva.
• Sotto forma di vaporizzazione (4-5 gocce nel diffusore per aromi) o di suffumigi (2 gocce in un pentolino di acqua bollente a cui è stato aggiunto un cucchiaio di bicarbonato): azione espettorante.
• Applicato direttamente a livello delle tempie e della nuca (1 goccia spalmata in senso rotatorio): sedativo nervoso. Utile anche sui bambini applicato diluito sotto forma di massaggio a livello del petto (medesima funzione che ha sull’adulto a livello celebrale).

Nota importante: seppure l’olio essenziale di lavanda ha un’ottima dermocompatibilità ed un basso profilo tossicologico, se ne consiglia sempre e comunque la diluizione, onde evitare reazione avverse a livello cutaneo. Non ingerire e tenere fuori dalla portata dei bambini.

Note botaniche della lavanda

Esistono differenti specie di lavanda; la più interessante e pregiata sotto il profilo aromaterapico è la specie angustifolia genere Lavandula. L’olio essenziale che ne deriva, tramite una distillazione in corrente di vapor d’acqua, è ricco in numerosi componenti attivi, di cui i due principali sono il linaiolo (25-38%) ed il linalil acetato (un estere la cui concentrazione varia fra il 25 ed il 50%). La qualità migliore di tale specie si ottiene da esemplari cresciuti su un suolo pietroso e soleggiato ad altitudini relativamente elevate, comprese fra gli 800 ed i 1200 metri. In tal caso la concentrazione di linalil acetato può raggiungere i picchi massimi di concentrazione, rispetto alla stessa pianta coltivata in terreni umidi e a più bassa quota. Ai fini della distillazione, si raccolgono manualmente le estremità fiorite intorno alla metà di giugno, fin dalle prime ore del mattino e si distilleranno il giorno stesso.

Note Pratiche per la scelta di un olio essenziale

Nell’acquisto di un qualsiasi olio essenziale verificare che oltre il nome comune sia indicata la specie botanica, secondo il nome latino (Es. Lavanda Anguatifolia) l’eventuale varietà, il processo di ottenimento dell’olio (distillazione in corrente di vapore d’acqua, spremitura..), il lotto di produzione, la data entro cui preferibilmente va consumato, il paese d’origine, il tipo di coltivazione della materia prima vegetale impiegata (da agricoltura convenzionale, da agricoltura biologica, sinergica, da raccolta spontanea..). Queste sono le nozioni base che devono essere sempre presenti, se poi ci fosse allegata anche un’analisi campione con il contenuto medio delle principali molecole chiave, potremmo avere una controprova ulteriore della qualità organolettica del prodotto.

L’aroma e l’energia dell’olio essenziale di lavanda

Fresco, fruttato, dolce con lievissima nota balsamica cineolica e canforata, che diviene molto intensa in O.E di lavandino e di Lavandula spica.
Secondo la classificazione dello storico profumiere francese Piesse, l’olio essenziale di lavanda è una nota di cuore, cioè un’essenza floreale leggera con una volatilità media. Sotto il profilo aromaterapico le note di cuore sono caratterizzate da vibrazioni leggere, capaci di smuovere le emozioni ed interagire pertanto con la sfera emotiva dell’individuo.

Ricordo che in chiave olistica, la formazione degli oli essenziali in una pianta è una risposta all’azione cosmica del calore solare. La loro tendenza a volatilizzarsi completamente mostra come gli oli essenziali tendano allo spirito. Quando si estrae un olio essenziale, non si isola soltanto una miscela di principi attivi definiti biochimicamente; bensì se ne estrae l’anima, la personalità di quella data pianta. Si otterrà un sorta di impronta, non solo genetica, ma anche energetica, in grado di portare con sé quel baglio di informazioni che possono giungere all’organismo animale, ed interagire con questi, sia sul piano fisico-organico che sul piano più sottile spirituale, lavorando sulla forza evocativa dei profumi, risvegliando memorie, emozioni, funzioni cerebrali e forme pensiero che si ripercuotono a livello organico. In questa chiave, per promuovere lo sviluppo ed il benessere è indispensabile considerare l’uomo come un’entità indivisibile, in cui l’aspetto corporeo, mentale e spirituale confluiscono uno nell’altro. L’olio essenziale rappresenta un vero e proprio condensato di luce, che aiuta l’uomo nel processo di evoluzione individuale.

Bibliografia


Aromaterapia. Maria Teresa Lucheroni; Francesco Padrini. Fabbri Editori
Chimica, biochimica e metachimica degli oli essenziali. Luca Fortuna. Ed. Enea
Enciclopedia degli oli essenziali. Julia Lawless. Ed Tecniche nuove

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Luigi Romiti
Laureato in tecniche erboriste presso La facoltà di Farmacia ed Agraria dell’Università degli Studi di Milano. Formatore in campo erboristico e salutistico e coltiva-tore, per passione, di piante officinali biologiche per distillazione di oli essenziali.
Contatti
Email: luigi.romiti@live.it
Website: http://www.ilgiardinoaromatico.blogspot.it
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