Le incredibili proprietà dell’Acqua di Roccia (Rock Water)

Tra i 38 Fiori di Bach, ve n’è uno solo che non è un fiore ma acqua di sorgente esposta al sole, si chiama Rock Water ovvero Acqua di Roccia.

Attraverso la teoria delle segnature, ovvero l’insieme di tutte quelle caratteristiche morfologiche e comportamentali delle piante che ispirano la scelta di un fiore in corrispondenza di una disarmonia dell’individuo, e la conoscenza della memoria dell’acqua (la caratteristica dell’acqua di mantenere una “impronta” delle sostanze con cui è venuta in contatto), andiamo alla scoperta di questa preziosa acqua, Rock Water.

Trattare la segnatura di Rock Water non è un affar semplice. Non essendo una pianta, quest’essenza si differenzia da tutte le altre, scoperte dal dott. Bach, in maniera significativa.

Quale messaggio?

Spesso si dice che nel rimedio Rock Water si coglie l’aspetto rigido della roccia e quello fluido dell’acqua. Personalmente non condivido questa posizione poiché l’informazione fluida dell’acqua è per l’appunto il minimo comun denominatore di tutti i rimedi scelti da Bach.

L’informazione di fluidità e duttilità, tipica dell’elemento liquido, è necessaria a tutte le tipologie caratteriali ed emozionali di cui i Fiori si occupano: Edward stesso indica come la migliore acqua da usare per le infusioni, come per le decozioni, sia l’acqua di sorgente, meglio se originata da una sorgente vicina al luogo di raccolta dei fiori, segno che davvero la necessità di ‘ammorbidire’ è prioritaria per tutti i rimedi. In ogni caso l’acqua, con infusione o bollitura che sia, s’impreziosisce di quell’informazione unica e speciale che il fiore le cede.

L’importanza della roccia

L’acqua del rimedio di Rock Water non prevede alcuna infusione o decozione, come avviene invece per quella di tutti gli altri rimedi, ma solo una breve esposizione al sole che ha più valenza di ‘attivazione’ che non di estrazione del messaggio e subito viene unita al Brandy. E’ come se quest’acqua fosse già stata caricata della vibrazione di cui il rimedio si fa ambasciatore e custodisse in sé quanto la roccia vi ha scritto.

Attraversando la roccia, vivendoci dentro, contribuendo alla sua genesi, l’acqua ne ha raccolto il messaggio e non ha bisogno di nessun trattamento aggiuntivo. L’acqua di una qualsiasi sorgente custodisce in sé le sostanze minerali cedutegli dalle rocce luogo il suo percorso e in questo senso è vera e propria ‘roccia omeopatica‘. E dunque quell’acqua sarà la versione omeopatica di quella roccia!

Si fa presto a dire roccia!

Nella genesi delle rocce, siano esse sedimentarie, ignee o metamorfiche, l’elemento acqua è sempre presente e talvolta determinante. La dura crosta terrestre con le sue altissime e potenti catene montuose, con i suoi deserti, con i suoi fondali oceanici, è sottile come buccia di arancia, se l’arancia fosse il pianeta, ed è soggetta a continue trasformazioni che avvengono per mano di processi geologici esogeni ed endogeni.

Da un lato abbiamo gli agenti distruttori che operano in superficie e svolgono la loro azione attraverso i grandi cicli di erosione, trasporto e sedimentazione; dall’altro gli agenti endogeni (o interni) che danno vita a nuove strutture.

Ad ogni processo geologico corrisponde un certo tipo di roccia. Le rocce spesso non hanno una composizione chimica ben definita e quindi è difficile dare loro una classificazione su questa base. La prima suddivisione viene fatta sulla base della loro origine, cioè dal fenomeno fisico (temperatura, pressione, gravità) che ha portato alla loro formazione.

Con questo criterio le rocce vengono suddivise in tre grandi categorie: sedimentarie, magmatiche (o ignee) e metamorfiche.

La roccia, e in particolare la cristallizzazione dei minerali, prende vita in presenza dell’acqua!

I minerali sono degli autentici Rock Water!

Il minerale tipico delle collezioni da museo o da mostra mineralogica trova la sua genesi sovente ad opera dell’acqua. Tali opere d’arte naturali si trovano nascoste nella roccia. Proviamo a riassumere in soldoni il processo che vede la loro formazione.

I fluidi che naturalmente scorrono in modo capillare nella roccia, raccolgono durante il loro percorso sostanze minerali che la roccia stessa cede loro. A questo punto i fluidi, arricchitisi di tali tesori, trovano riposo in una cavità più o meno grande all’interno della roccia. Nel corso del tempo, molto tempo, lentamente l’acqua fuoriesce, molecola dopo molecola, e i sali che vi erano disciolti si organizzano in rigorose cristallizzazioni appoggiandosi sulle pareti della cavità in cui si trovano.

geode

Non si deve pensare all’acqua come ce la figuriamo noi, trasparente, fresca e liquida. I fluidi che attraversano la crosta terrestre sono estremamente caldi e altamente mineralizzati; sono soluzioni sovrasature e dunque dense, tutt’altro che trasparenti e cariche di una straordinaria energia.

La caratteristica dei minerali che si organizzano in questi contesti è quella di costruirsi su una geometria ben precisa, di restare fedele ad uno schema rigoroso esclusivo della propria ‘specie’.

La durezza, la resistenza, la scarsa inclinazione alla plasmabilità sono in generale tratti comuni delle rocce di qualsiasi natura. Rigore, purezza, geometria, aspirazione ad un’ideale perfezione, rigidità, forme immutabili e predefinite da regole indiscutibili a cui devono e vogliono sottostare loro per primi: questi sono i minerali.

 

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Irene Valeriani
Naturopata, docente, consulente in floriterapia, titolare di erboristeria, nasce a Firenze il 4 luglio del 1973. Fin da giovanissima studia a livello amatoriale e da autodidatta biologia, zoologia e botanica. Si diploma all'Istituto d'Arte di Porta Romana di Firenze in Grafica pubblicitaria e fotografia.
Contatti
Email: irene.valeriani@gmail.com
Telefono: +39 370 3143173
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