Ginkgo Biloba: le proprietà e perché fa bene

Periodo di forte stress lavorativo? Difficoltà di memoria e concentrazione?

Il Ginkgo Biloba è uno dei rimedi erboristici più conosciuti e studiati da tempo che potrebbe venirti in aiuto in tal senso.

L’origine botanica e la storia del Ginkgo Biloba

Viene ritenuto l’albero più vecchio della terra, con alle spalle una storia di 200 milioni di anni. È infatti l’unica specie vegetale appartenente alla famiglia delle Ginkgoaceae, (gruppo delle gimnosperme) a non essersi estinta più di cento milioni di anni fa e ad arrivare intatta fino ai nostri giorni.

Il suo primo utilizzo in ambito medicinale risale a tempi remoti, intorno al 2800 a.C, come rimedio tonico contro la vecchiaia e le allergie nella medicina tradizionale cinese.

Attualmente, in ambito salutistico, si utilizzano le foglie colte a maggio, quanto sono ancora di un colore verde intenso e dalle quali è possibile ottenere un estratto secco ricco in terpeni (ginkgolidi A,B,C) e flavonoidi (principalmente quercitina, Kaempferolo, miricetina.. etc..).

 A cosa serve

L’attività salutistica del Ginkgo Biloba è proprio dovuta all’azione sinergica ed integrata di tutte le componenti presenti, in particolare a livello del sistema vascolare-cerebrale. Il Ginkgo Biloba sembra esplicare un effetto neuro-protettivo ed antiossidante, stimolando la funzione cognitiva, in particolare, in caso di danno celebrale e malattia degenerative come il morbo di Alzheimer. Può altresì rivelarsi efficace come coadiuvante nel mantenimento della micro-circolazione sanguigna, stabilizzando la permeabilità capillare e migliorando l’integrità strutturale e funzionale di arterie e venule.

 Meccanismo d’azione delle varie attività svolte

Da modelli sperimentali sembra che alcune componenti della droga vegetale siano in grado di stimolare il recettore del fattore di crescita dei neuroni, esercitando un aumento della sopravvivenza delle nostre cellule nervose. I ginkgolidi B, A e C (gruppo di sostanze che costituiscono il fito-complesso del vegetale in questione) sono in grado di inibire l’azione del PAF (fattore di aggregazione piastrinica) un mediatore implicato nella risposta infiammatoria, in diverse condizioni patologiche come la formazioni di trombi, reazioni allergiche (asma) ischemia cerebrale e cardiaca.

Il Ginkgo Biloba ha altresì la funzione di scavenger ovvero sembra che i flavonoidi in esso contenuti siano in grado di neutralizzare i radicali liberi, sopratutto quelli che potrebbero essere neurotossici per le nostre cellule nervose e quelli che ossiderebbero alcune componenti a livello della parete dei vasi sanguigni, principale causa della successiva deposizione e aggregazione delle placche aterosclerotiche.

Ricapitolando

Può pertanto essere utile nella gestione dei deficit cognitivi, limitando i danni causati da un’ischemia cerebrale, da un infarto derivante da un occlusione vasale o da patologie neurodegenerative, lavorando proprio sul miglioramento dell’apporto di sangue a livello cerebrale ed influendo direttamente sulla regolazione di alcuni neuro-trasmettitori e cellule neuronali. Funzionale anche nel trattamento dei disturbi cerebrali legati alla sezione vertebrale, quali capogiri, vertigini e ronzii  auricolari. Ma anche più semplicemente in caso di indebolimento della memoria o difficoltà di concentrazione in soggetti ritenuti sani.

Alcuni studi sperimentali hanno evidenziato una potenziale efficacia dell’estratto come coadiuvante nel trattamento di alcuni disturbi e/o danni visivi legati ad un’insufficienza cerebrovascolare,  al diabete mellito e al  glaucoma.

Proprio perché in grado di bloccare l’azione del PAF, sarà in grado di ridurre la costrizione bronchiale tipica dell’asma e di altre affezione dell’apparato respiratorio.

Modalità d’utilizzo

Si consiglia di vertire la propria scelta su estratti secchi titolati (ovvero su cui è stata effettuata un analisi quantitativa a campione per verificare la presenza media percentuale delle principali componenti responsabili dell’azione salutistica) in lattoni terpenici (ginkgolidi A, B C) e glucosidi flavonici (per esempio quercetina o kaempferolo).

Per i dosaggi specifici fare riferimento alle modalità d’assunzione riportate sull’etichetta dei singoli integratori presenti sul mercato.

Controindicazioni

Ai dosaggi consigliati il Ginkgo risulta essere una droga abbastanza sicura. Possibili effetti indesiderati sono disturbi gastrointestinali, emicrania e reazioni allergiche cutanee. Se ne sconsiglia l’utilizzo in caso di concomitante assunzione di farmaci con medesima attività farmacologica, come aspirina e ibuprofene o warfarin (anticoagulante), perché ne aumenterebbero a dismisura l’effetto.

Sono stati infatti riportati in letteratura casi di sanguinamento proprio dovuti all’assunzione concomitante di estratti a base di ginkgo e farmaci antiaggreganti piastrinici e anticoagulanti. Dal momento che è stata riscontrata un’influenza  del ginkgo anche sui sistemi epatici deputati alla metabolizzazione di alcuni farmaci, si sconsiglia il suo impiego in concomitanza con qualsiasi altro farmaco anche se non esplicitamente appartenente alle categorie sopra esposte. Il Ginkgo Biloba è controindicato in caso di gravidanza ed allattamento.

Alla luce di tutto ciò è evidente che in soggetti non sani, si consiglia caldamente un previo parere del proprio medico curante prima dell’assunzione del rimedio

Bibliografia principale:

Bettiol, F.F Vincieri, Manuale delle preparazioni erboristiche. Fitoterapici, fitocosmetici, prodotti erboristici, integratori alimentari a base di piante, Milano, Tecniche nuove, 2012.

Capasso, G. Granolini, A.A. Izzo (2006), Fitoterapia impiego razionale delle droghe vegetali, Milano, Sprinter-Verlag, 2006.

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Luigi Romiti
Laureato in tecniche erboriste presso La facoltà di Farmacia ed Agraria dell’Università degli Studi di Milano. Formatore in campo erboristico e salutistico e coltiva-tore, per passione, di piante officinali biologiche per distillazione di oli essenziali.
Contatti
Email: luigi.romiti@live.it
Website: http://www.ilgiardinoaromatico.blogspot.it
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