Fumo: le cause della dipendenza e come smettere di fumare

Perché fumiamo?

Ormai è appurato che il fumo crea una dipendenza psicologica. Molti la definiscono, in modo più specifico, “assuefazione emozionale”. Si fuma per contenere le proprie emozioni. Il fumatore si illude, attraverso la sigaretta, di scaricare lo stress e le tensioni quotidiane. Spesso fuma per sedare la rabbia. Ci si illude che il fumo trasformi le emozioni negative ma non è così. Terminata la sigaretta e l’effetto corroborante provocato dalla nicotina, si sente ancora il bisogno di fumare.

È un circolo vizioso dal quale molti tentano di uscire mentre altri non si pongono neppure il problema di smettere di fumare.

Molte persone tentano da anni di smettere. Alcuni sono riusciti con caparbietà, altri stanno ancora tentando. Smettono per un po’, poi riprendono, poi smettono nuovamente, provando un nuovo metodo e così via. Il riprendere a fumare li sommerge di sensi di colpa; molti fumatori vivono l’atto di fumare con enormi sensi di colpa, perché consapevoli del danno che stanno provocando al loro corpo e alla loro mente. Altri, invece, come dicevo, non se ne fanno un cruccio.

Le cause della dipendenza

Per riuscire a smettere definitivamente occorre domandarsi il motivo per cui si fuma. Occorre scoprire la causa recondita. Il fumatore asserisce che “la sigaretta gli piace” oppure “che l’aiuta a scaricare le tensioni” e così via. Le motivazioni sono innumerevoli.

Mi rivolgo a chi realmente vuole smettere di fumare o a chi fuma con enormi sensi di colpa; il senso di colpa rende ancora più deleterio l’effetto della nicotina.

Mi rivolgo, quindi, al fumatore che le ha tentate tutte. Ricorda che ogni tentativo fallito rinforza quello successivo. Il fumo è un’abitudine e occorre allenare la mente al cambiamento.

Innanzitutto è necessario capire perché l’essere umano si crea delle dipendenze.

Le dipendenze sono di diverso tipo. Non c’è solo la dipendenza nei confronti del fumo o delle droghe o dell’alcol, le prime che vengono in mente, ma anche la dipendenza al gioco d’azzardo, la dipendenza all’acquisto compulsivo, la dipendenza affettiva. Quest’ultima è molto diffusa, purtroppo, e spesso scambiata per amore puro nei confronti dell’altro.

Ci creiamo delle dipendenze per sopperire ad un senso di vuoto interiore. Forse è un po’ generico ma vanno sempre considerate le nostre dinamiche mentali e il nostro vissuto. Il passato ci condiziona parecchio e ci segna; dall’infanzia all’età adulta, si possono vivere esperienze traumatiche.

I traumi condizionano

Quando si parla di trauma non bisogna pensare solo a traumi sconvolgenti come una violenza subita o un terremoto che ci ha devastato la casa. Il trauma può insorgere in seguito all’aver assistito ad un incidente fatto da terzi, ad esempio, ad un intervento chirurgico subito, anche di lieve entità (l’ambiente ospedaliero non è fra i migliori luoghi da frequentare!). Anche il comportamento repressivo di uno o entrambi i genitori può averci traumatizzato.

Qualsiasi trauma subito, se non trasformato nell’immediato, rimane nell’inconscio. Il trauma affiora spesso a livello cosciente, per essere trasformato, ma cerchiamo di ignorarlo. Purtroppo si fa sentire, indesiderato, attraverso immotivati attacchi di ansia o di rabbia e ogni sorta di forte emozione negativa che condiziona il nostro vivere quotidiano e le nostre relazioni.

Per mettere a tacere queste emozioni, mentalmente devastanti, utilizziamo diversi escamotage: ci stordiamo con la tv, con la tecnologia, con lo shopping sfrenato, cambiando partner e, nei casi peggiori, con il consumo eccessivo di alcol, droghe e fumo.

Questo è il motivo per cui ci creiamo delle dipendenze. La paura di affrontare i nostri disagi interiori, di guardarli in faccia, ci spinge a stordirci con i mezzi che ci vengono forniti dall’esterno.

Un metodo alternativo per smettere di fumare

Per uscire da questa schiavitù, dovremmo lavorare su di noi in modo diverso. Le dipendenze sono tutte “schiavitù” e qualsiasi dipendenza abbiamo, ci impedisce di essere liberi. Se non sono libero, ma continuamente tormentato interiormente, la mia vita non sarà mai felice ed io non sarò mai felice. Le mie relazioni saranno disastrose o incomplete.

Non serve attingere all’esterno per risanare la sofferenza interiore e allontanare la paura. Occorre lavorare con i mezzi che abbiamo, mezzi che non creano né dipendenza né assuefazione. Lavorare con il respiro è un valido aiuto (yoga, rebirthing). Inoltre dovresti lavorare con il corpo: yoga, tai chi. Potresti integrare con la meditazione.

Poi sviluppa le tue passioni, non temendo mai di essere sbagliato o diverso. Cerca di capire di cosa tu abbia realmente bisogno. Non è necessario rivoluzionare in toto la tua vita. Fai un piccolo cambiamento che ti renda felice ma non soccombere alle abitudini.

Nell’ebook che ho scritto e che trovate ai link indicati qui sotto, parlo diffusamente di tutto questo. Ecco il titolo del mio ebook: E’ facilissimo smettere di fumare: puoi acquistarlo direttamente cliccando sui link dei seguenti siti:  FeltrinelliIBS,  Amazon (Kindle Store).

Parlo nel dettaglio dei motivi che ci spingono a fumare e ad avere delle dipendenze; descrivo un metodo semplice e graduale per iniziare a smettere, un metodo sperimentato da molti miei allievi.

Per concludere vi propongo una frase ispiratrice del Buddha:

“Il cambiamento non è mai doloroso. Solo la resistenza al cambiamento lo è”.

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Rita Modica
Insegnante di Yoga e di Rebirthing, diplomata presso il Dharma Center di Milano sotto la guida di Lama Yeshe; Naturopata, diplomata presso L.U.I.N.A di Torino. Ha compiuto viaggi studi in India dove ha conosciuto il XVII Lama Karmapa e il Maestro Tai Situ Rinpoche che le hanno trasmesso preziosi insegnamenti.Sumirago (Va).
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Email: pema.rm@virgilio.it
Website: http://www.samadhicentroyoga.it
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