Cosa dicono i tuoi piedi

Mostrami i piedi e ti dirò qualcosa di te

La riflessologia plantare offre una possibilità di intervenire sul benessere della persona attraverso i piedi in vari modi e a vari livelli. E’ una tecnica antica la cui efficacia è stata verificata e affinata in migliaia di anni.

Un aspetto della riflessologia plantare che è meno conosciuto è la possibilità di raccogliere informazioni sulla persona anche dalla semplice osservazione.

Il piede, infatti, oltre ad offrire la possibilità di intervento sull’intero organismo, riflettendone il tutto in piena coerenza olistica, offre anche una possibilità di lettura della situazione della persona. Ovviamente è opportuno mantenere un approccio analogico, tipico delle discipline naturali, non schematico e tabellare, come d’uso in altri ambiti, e ricondurre le informazioni raccolte ad una anamnesi e ad una verifica che può (deve) essere valutata esclusivamente sulla singola persona.

Vediamo allora alcune delle informazioni che il piede può offrire.

La prima impressione

L’impressione che il piede offre ad un primo sguardo offre già elementi utili. E così troveremo piedi armoniosi, gonfi, pesanti, leggeri, nervosi, con arcata plantare piatta (i “piedi piatti”), normale o molto accentuata. Queste caratteristiche ci possono dire di un’ attitudine al contatto con la terra, che è anche caratteriale.

Le dita del piede riflettono la zona della testa e anche l’attività mentale. Quindi dita armoniose e elastiche ci diranno di un’attitudine mentale di quel tipo mentre una o più dita rigide, bloccate, accavallate, piegate ci possono dire di aspetti mentali che hanno generato nel tempo blocchi fisici o energetici.

La pelle

La pelle del piede, come il resto del corpo dovrebbe essere normalmente umida ma non sudata. Un po’ incidono anche le scarpe che indossiamo e per quanto tempo teniamo i piedi rinchiusi. Credo sia sempre utile ricordare che le scarpe, da pochi decenni consuetudine nel mondo occidentale, non sono esistite per milioni di anni. Quindi per i piedi la condizione naturale è… a piedi nudi.

Aldilà delle calzature, un piede sudato ci dirà di una possibile situazione di stress. Un piede con pelle secca ci dirà di poca idratazione (la persona beve poco), di stanchezza e scarsa energia.

Una pelle ruvida ci dirà di un possibile atteggiamento “ruvido” nei confronti degli altri e della vita.

Una pelle dura ci darà l’idea di una corazza.

E’ bene tenere presente che durante la stagione estiva molte persone portano calzature e sandali a contatto con la pelle, che possono generare ispessimenti, soprattutto sulla zona dell’arcata metatarsale e delle dita. Quindi, prima di pensare a turbe di chissà qual origine, meglio osservare e chiedere quali calzature la persona indossa.

L’odore

Anche l’odore del piede ci offre informazioni. Le persone pensano che sia una questione di sudore ma il sudore, in sé, è inodore. L’odore che sentiamo, come in altre parti del corpo,  è dato dal processo di eliminazione di tossine, di cui la pelle si fa carico e dai microrganismi che trovano ospitalità nei piedi.

Odori acri, eccessivamente dolci, forti o fetidi richiameranno l’attenzione sull’alimentazione, sugli aspetti metabolici, sul livello di intossicazione e di acidità in cui si trova l’organismo della persona.

La durezza

Passando poi al contatto con il piede, la lettura può proseguire con la verifica di durezza, morbidezza, elasticità, sia della parte cutanea che di quella ossea e muscolare.

Anche con delle semplici manovre di rilassamento è possibile verificare l’elasticità di movimento delle varie articolazioni. Il movimento potrà rivelarsi elastico, molle, teso, rigido, bloccato.

Ricordo una cliente che aveva i piedi duri e rigidi come blocchi di granito. Col passare dei trattamenti non accennavano a rilassarsi, mi sembravano terrorizzati.

Quando le chiesi di cosa avesse paura, arrivo la risposta: “di tutto!”. I suoi piedi lo mostravano chiaramente.

Partire dall’osservazione

I piedi sono una delle tante meraviglie del nostro corpo e questi sono solo alcune delle informazioni che offre. Iniziare i trattamenti dall’osservazione, oltre ad essere una buona consuetudine di diverse discipline di benessere naturale, porta ad una maggiore conoscenza della persona.

Dopodiché, il trattamento di riflessologia plantare può avere inizio.

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Marco Pellegatta
Naturopata, pratica Riflessologia Plantare Integrata, Metamorfica, Tecnica Craniosacrale, Digitopressione Dinamica, Operatore EFT e Logosintesi. Svolge la propria attività a Novara.
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