Cibi e infiammazione: quali evitare e come sostituirli per disintossicarsi

Infiammazione da cibi, la nostra storia

Sempre alla ricerca di un benessere psicofisico, siamo bersagliati ogni giorno da una moltitudine di diete da scegliere, o proposte di esercizio fisico sempre più creative per migliorare il nostro corpo.

La semplice verità è che il nostro corpo non è stato progettato per mangiare cibi preparati dall’industria, elaborati e raffinati, né per essere impegnato in ore ed ore di esercizio fisico intensivo, magari ad orari improbabili come le ore serali.

Se esaminiamo l’evoluzione dell’uomo e quindi del nostro corpo dai tempi delle caverne, è semplice osservare che l’uomo si è sempre alimentato con cibi integrali, vegetali del territorio, di carni appena cacciate (quando c’erano) e che l‘esercizio fisico da sempre consiste intanto camminare“.

Ci riempiamo di cibi innaturali, e stiamo seduti

Arrivando ai tempi nostri, solo da alcuni decenni, meno di cent’anni, riempiamo i nostri corpi con cibi elaborati, pieni di pesticidi ed additivi chimici, che infiammano il nostro corpo. Cibi che ci illudono di appagare il gusto ma ci rendono malati, grassi e depressi, anche perché lattività fisica è ridottissima e comunque irregolare per gran parte delle persone.

La soluzione per stare meglio: ridurre l’infiammazione del corpo

La chiave per dimagrire, ritrovare una salute ottimale, il buon umore e la gioia, è semplice.

Il primo passo, ne abbiamo  parlato spesso, è mangiare la più ampia varietà possibile di cibi naturali: cereali integrali e biologici, vegetali freschi e biologici. Tutti gli alimenti che non provengono da un’industria, e quindi non sono confezionati in un sacchetto, in una scatola o in un barattolo, aiuteranno a dissipare l’infiammazione e saranno il primo passo per stare meglio e anche per  iniziare a perdere peso.

Il vostro fegato vi ringrazierà e comincerà in poco tempo a smaltire il grasso in eccesso. Se sceglierete cibi al naturale, biologici ed integrali, potrete dare meno attenzione alle quantità, e mangiare – con buon senso s’intende – quanto volete.

Purché abbiate scelto i cibi della natura, quelli che il prof. Berrino, noto medico e oncologo dell’Istituo dei Tumori di Milano, ha definito come “Il cibo dell’uomo”.

Un cambio di paradigma, siete pronti?

Analizzate da cosa sono composti i vostri pasti, provate ad aprire la mente ed a cambiare le vostre abitudini. Il cambio di mentalità suggerito vi consentirà di ricreare un rapporto sano con il cibo e a non ragionare più in termini di diete o esercizio fisico estremo per risolvere problemi causati principalmente da errate scelte alimentari.

Dimenticare calorie e grassi

E’ un cambio di paradigma, quindi un salto mentale importante: si parte da alcune regole base che portano salute al corpo, ed alla mente, attraverso l’alimentazione, togliendo finalmente l’attenzione dal numero di calorie o percentuali di grasso che si ingurgitano insieme ai cibi.

Il percorso per “mangiare sano”: togliere i cibi che infiammano

Per aiutarvi in questo in questo percorso di “mangiare pulito e sano“, è importante conoscere anche quali sono i principali cibi che creano infiammazione, e come sostituirli. L’azione utile consiste nell’eliminare cibi che tolgono salute e sostituirli con cibi che donano maggior salute ed energia.

1. Zucchero raffinato, o zucchero bianco

Sostituite lo zucchero bianco con miele grezzo (crudo), sciroppo d’acero bio, minori quantità di zucchero integrale di canna, o frutta. Evitate anche qualunque tipo di dolcificante dietetico, tipo aspartame. Eliminando i prodotti da forno confezionati e le conserve eliminerete buona parte dello zucchero e del peggiore, e sempre più usato, sciroppo di fruttosio-glucosio

2. Sale da cucina (sodio)

Sostituite il classico sale da tavola con il sale marino integrale o sale rosa dell’Himalaya. Eliminando gli alimenti trasformati e confezionati, si eliminerà in modo significativo la quantità di assunzione giornaliera di sodio.

3. Farina di frumento

Sostituite la farina di grano ed i prodotti che la contengono con altri tipi di farina, ad esempio farina di riso, farina di farro, farina di quinoa, ma anche la farina di mandorle o di farina di cocco. Anche se confezionate saranno minimamente trattate e costituiscono una ottima variante al grano raffinato e geneticamente modificato troppo utilizzato nei nostri alimenti.

4. Latte vaccino e derivati

Eliminate il latte vaccino e riducete il consumo di derivati del latte (formaggi freschi e stagionati, yogurt ed altri alimenti che li contengono), o almeno cominciate a sostituire i prodotti a base di latte vaccino con quelli fatti con latte di capra o di pecora, meglio se crudi  (= non pastorizzati). Durante la crescita, dopo i primi anni di vita, i nostri corpi diminuiscono significativamente la quantità di enzimi digestivi utili a digerire latte (lattasi). La struttura molecolare del latte di pecora e di capra è più facilmente digeribile per il corpo umano.

Considerate anche che negli allevamenti intensivi spesso gli animali mangiano mais (quasi certamente OGM) e soia che provocano infiammazione alle mucche. Tali infiammazioni vengono poi trasmesse all’uomo che si nutre del loro latte. Inoltre agli allevamenti vengono somministrati antibiotici che finiscono nel loro latte. Altra cosa da considerare che molti individui hanno una ipersensibilità alla caseina. Un’intolleranza alimentare causa lievi disturbi, non immediati, che protratti nel tempo causano infiammazione prima, e poi malattie.

 5. Alcool  e alcolici in generale

Sostituite l’alcool con bevande analcoliche: acqua naturale in primis (eventualmente anche acqua frizzante), tè, tisane o succhi di frutta pressati a freddo, centrifugati o succhi estratti di frutta e verdura casalinghi. L’alcol è in cima alla lista della maggior parte dei cibi infiammatori e tossici. Un buon bicchiere di vino di tanto in tanto per molti è un piacere a cui non chiediamo di rinunciare, tuttavia dopo un periodo di vacanze, pranzi, cene e brindisi, una pausa dalle bevande alcoliche è un’ottima decisione per recuperare benessere e ritornare a godere di  una salute vibrante.

6. Alcuni oli vegetali

Bandite tutti gli oli fortemente trasformati dall’industria, come tutti i generici oli vegetali che trovate sui banchi dei supermercati: dimenticatevi l’olio di colza, l’olio di cartamo, ma anche l’olio di oliva generico  o di tutti gli oli di semi non spremuti a freddo (olio di semi vari ed olio di girasole a basso costo). I migliori oli sono l’olio extravergine di oliva BIO da alternare o integrare con altri oli come l‘olio di semi di lino, l’olio di canapa, l’olio di sesamo, l’olio di avocado, spremuti a freddo e possibilmente bio.

Consiglio: occhio alla qualità dell’olio

Diffidate di tutti gli oli vegetali a basso costo, scegliete oli spremuti a freddo ed usate la regola “meno e meglio“. Privilegiate la qualità alla quantità, ovvero spendete di più per la bottiglia di olio e usatene meno.

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Claudio Monteverdi
Naturopata, esperto di alimentazione naturale, rimedi naturali, floriterapia ed altre tecniche per il benessere. Convinto sostenitore dell'approccio olistico e del vivere etico e sostenibile. Fondatore e direttore del portale BenessereCorpoMente.it
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