Cambiare alimentazione e stile di vita, quali difficoltà ? Parla il dott. Berrino

L’appuntamento del primo Mercoledì del mese all’Istituto dei Tumori di Milano con il dott. Franco Berrino è per molti ormai un momento irrinunciabile. In un’aula magna gremita di persone, che affollano anche le gradinate e tutti gli spazi di pavimento disponibile, con le sue usuali informalità, pacatezza ed umiltà Berrino esordisce dicendo che la sua sarà una breve presentazione per poi lasciar spazio alle domande del pubblico.

La difficoltà di cambiare

“Durante le mie ultime vacanza ho pensato a come introdurre il discorso in merito alla difficoltà di cambiare, ora vi dico la mia visione, poi vorrei sentire anche la vostra. Dico subito che la difficoltà di cambiare si supera con la consapevolezza. Vi suggerisco un pensiero su cui riflettere:

quando mangiamo nutriamo il nostro tempio, il nostro corpo. Non si porta spazzatura in un tempio.

Dobbiamo avere rispetto per il nostro tempio. Rispetto per il nostro corpo.”

La resistenza al cambiamento

“Proprio oggi mi è capitato tra  le mani un libro che fa riferimento ad un termine che ha origine nella  fisica meccanica, la resilienza, ovvero la capacità di resistere al cambiamento e tornare come prima.  Il libro è di Elena Campanini, L’arte di risalire, ed aperto casualmente a pagina 100 ho trovato una frase adatta al tema di oggi. Ve la leggo: tutti da bambini abbiamo imparato a camminare grazie alla nostra resilienza. Siamo caduti ma abbiamo avuto la forza, il coraggio, la persistenza di riprovarci. (…)

Tutto è cambiato, e cambiare è possibile

Il vero problema – continua Berrino – è che  la nostra capacità di adattamento al freddo ed alla fame è minacciata dal fatto che il nostro cibo oggi è completamente diverso da quello che abbiamo mangiato nella storia dell’umanità. È cambiato in qualità ma anche in  quantità:  abbiamo troppo cibo (non c’è mai stato troppo cibo nella storia dell’umanità).  Il cibo è troppo concentrato, troppo trasformato industrialmente, con troppo sale, troppo zucchero.

E ci siamo anche abituati a questo cibo, al punto che talvolta ci sembra addirittura buono [meditate gente, meditate!].

Inoltre viviamo in un ambiente completamente diverso da quello che è l’ambiente naturale: stiamo al caldo d’inverno ed al freddo d’estate. Viviamo di notte (una volta si andava a dormire alla sera),  mangiamo alla sera quando non abbiamo più bisogno di energia per lavorare, invece di mangiare al mattino e a mezzogiorno. Sono tutte sfide alla nostra capacità di adattamento. Ci sembra di esserci adattati ma le cellule del nostro corpo stanno soffrendo.

Ma che possibilità abbiamo di cambiare il nostro modo di vivere, il nostro stile alimentare?

Ritornare a volare

Vi propongo  alcune frasi sul consumismo che mi hanno fatto riflettere:

  • “Il consumismo ha l’effetto di mantenerci orizzontali, farci espandere nella materia ed impedirci di andare verso l’alto”.
  • “Il  cibo influenza la nostra spiritualità se mangiamo i prodotti industriali non voliamo”.
  • “Portiamo una croce al contrario, con un largo braccio orizzontale ed uno corto verticale”.

Mangiando quello che mangiamo non riusciamo a sollevarci, non riusciamo a volare.
Il braccio verticale della croce verso l’alto è l’amore, verso il basso  la compassione, nel senso buddista del termine, non è la pietà. Il braccio orizzontale contiene i tre grandi veleni, le tre cause dell’infelicità: l’ignoranza, l’arroganza, l’avidità. Vi invito a riflettere sulle 3 cause della sofferenza. Il nostro cibo moderno favorisce l’ignoranza, l’arroganza e l’avidità, mentre dovremmo pensare e rivolgerci  ad un cibo che favoriscail braccio verticale della croce, l’amore”.

Quali sono le difficoltà

Nella mia esperienza con i pazienti e con i gruppi di studio del progetto Diana nelle sue varie fasi, ho individuato le difficoltà più ricorrenti verso il cambiamento.

  • La mancanza di motivazione. Il cambiamento avviene quando la persona è motivata a cambiare, è pronta. Non deve essere ne forzata ne spinta a farlo. Quando mi prenotano una visita deve essere il malato stesso a chiederla, non un parente.
  • Le abitudini. Le abitudini ci agganciano. Vorrei trasmettervi la bellezza di superare le proprie abitudini. Anche quella del caffè del cappuccino con la brioche del mattino. Ci sono pazienti che mi dicono: dottore mi tolga tutto ma non la brioche ed il cappuccino al mattino.
  • Il contesto familiare ed il contesto sociale. E’ importate trovare un’ambiente favorevole sia all’interno della famiglia che tra le nostre relazioni sociali. Il mondo va in direzione diversa, cambiare l’alimentazione verso un’alimentazione sana significa che non sai dove andare al ristorante. Io quando giro per il mondo risolvo portandomi qualcosa per saltare qualche cena fuori, oppure con del pesce e dell’insalata.

Ci sono poi altre difficoltà di tipo pratico ma queste si risolvono con relativa facilità. Ad esempio: il cibo integrale gonfia la pancia: si risolve con un cambiamento graduale. Se non mangi cibo integrale, abitua il tuo corpo progressivamente, con dei cambiamenti graduali.

Come fare per cambiare?

Ecco alcuni semplici consigli.

  • Tornare in cucina
  • Cucinare il proprio cibo
  • Rispettare il proprio cibo
  • Ringraziare il proprio cibo
  • Amare il proprio cibo
  • Mantenere un’attitudine di compassionevole attenzione al nostro essere presi all’amo delle abitudini e del consumismo.
  • Vedere la vita come un maestro e non come un fardello
  • Interrompere il nostro lavoro e guardare il cielo. Un esercizio che ci consente di mantenere la nostra consapevolezza.

Consapevolezza, non arroganza

E’ difficile guarire se non si ha la coscienza che la salute dipende da noi, che l’infelicità dipende da noi. E’ veramente difficile guarire se siamo arroganti. Anche un cibo sano difficilmente ci farà bene se non lo consumiamo con gratitudine e se non lo prepariamo con amore.

Il dott. Berrino invita poi Elena Alquati dell’associazione L’ordine dell’Universo a parlare della sua esperienza relativa alla cura della preparazione del cibo, ed in particolare alla preparazione del cibo  con Amore, al di là dell’aspetto biochimico a cui la maggior parte della gente è interessata.  Invita poi Benedetta Spada, insegnante Yoga, per un contributo al ritrovamento della consapevolezza, con un esercizio di respirazione ad occhi chiusi, da fare li, dove ci si è sistemati. La parte finale della conferenza è dedicata alle domande, che riassumerò in un articolo nei prossimi giorni.

Ascoltare il dott. Franco Berrino è  sempre illuminante, sia per chi ascolta questi argomenti per la prima volta, sia per chi la strada del cambiamento l’ha già imboccata da tempo. Se ne avete la possibilità, seguite una sua conferenza, dal vivo o sul web. E’ un’esperienze che vi arricchirà.

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Claudio Monteverdi
Naturopata, esperto di alimentazione naturale, rimedi naturali, floriterapia ed altre tecniche per il benessere. Convinto sostenitore dell'approccio olistico e del vivere etico e sostenibile. Fondatore e direttore del portale BenessereCorpoMente.it
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2 thoughts on “Cambiare alimentazione e stile di vita, quali difficoltà ? Parla il dott. Berrino

  1. La dieta suggerita dal dott. Mozzi, detta “dieta del gruppo sanguigno”, ha origini in quella del dott. Peter d’Adamo, medico statunitense. Ti posso dire alcuni medici che ho intervistato, tra cui il dott. Franco Berrino, ritengono che tale dieta non abbia fondamenti scientifici solidi. Tuttavia buona parte dei consigli di alimentazione del dott. Mozzi sono consigli che vanno nella direzione di una alimentazione sana per cui, rispetto ad una disattenzione o non cura dello stile alimentare, sono positivi. Aggiungo inoltre l’effetto positivo di stimolare un cambiamento ed una consapevolezza. Presto pubblicheremo un articolo per approfondire meglio i vari aspetti di questo argomento.

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