Acufene: quando le orecchie parlano

Acufene: di cosa si tratta?

Gli acufeni sono rumori fastidiosi, talvolta intensi, che si possono percepire localizzati in uno o entrambi gli orecchi, oppure più genericamente all’interno della testa. L’acufene per chi ne soffre è un vero supplizio e può addirittura diventare un dramma in grado di influire sulla qualità della vita in modo negativo, poiché potrebbe anche arrivare ad impedire lo svolgimento delle attività quotidiane.

Chi soffre di questo disturbo riferisce di vivere un consistente disagio e lamenta l’incapacità di abituarsi a tale ronzio, che purtroppo, a tutt’oggi non si sa ancora come risolvere completamente.

Come si manifesta

E’ una patologia che colpisce una buona parte della popolazione, soprattutto in età avanzata e colpisce più maschi che femmine. Gli acufeni possono manifestarsi come fischi sottili di acuta frequenza, come ronzii con frequenze più gravi, come un suono variabile e diffuso su tutte le frequenze dell’udibile, in modo pulsante come il cuore o intermittenti come uno scatto meccanico.

Non viene definita malattia, ma sintomo. Pertanto il trattamento mirato va ad identificare ciò che ne è alla base per agire su di esso.

Cause che favoriscono l’insorgere di acufeni

Pare innanzitutto che, secondo studi fatti, dietro ad un acufene ci sia sempre un danno all’orecchio interno, seppur modestissimo. Un abbassamento uditivo potrebbe favorire acufene, così come il fumo di sigaretta, patologie sistemiche come l’ipertensione, cardiopatie e problemi circolatori. Anche disturbi come ansia, stress, depressione possono essere concause di tale disturbo. Inoltre, le patologie a carico dell’apparato muscolo scheletrico, a livello testa e collo, a livello dell’ATM (articolazione temporo- mandibolare) e del distretto cranio-cervicale sono quasi sempre cause di acufene. Anche un malfunzionamento di una ristretta zona di cellule ciliate può generare uno scompenso che si trasforma in acufene. La coclea, cioè la chiocciola è la zona da cui parte tale sintomo. Qui, una sofferenza, anche se transitoria, può dare luogo ad una piccola lesione che induce uno sbilanciamento dei nuclei nervosi, causa poi di acufene.

Il sistema uditivo è un organo molto sofisticato, ma altrettanto sensibile, in grado di captare i minimi scompensi di funzionamento. Infezioni virali o batteriche, otite, otosclerosi, timpanosclerosi, possono favorire l’insorgere di acufene.

L’origine dell’acufene

E’ importante riconoscere l’origine multifattoriale di tale disturbo; non è solo l’orecchio responsabile, ma l’intero organismo. Inoltre le cause di acufene sono spesso sfumate e diverse da paziente a paziente. Se il suono- ronzio è generato da uno sbilanciamento delle vie uditive, il suo proseguimento è “sponsorizzato” dal cervello che ha la capacità di adattarsi e modificarsi. In questo caso specifico i centri nervosi superiori sviluppano un’attenzione selettiva a questo suono e sembra che siano in grado di autogenerarlo facendolo udire anche se la causa originaria viene rimossa. Considerata, altresì, la neuroplasticità del cervello è possibile riprogrammare le vie uditive e riequilibrare gli scompensi.

 

Tipologie di acufene

Le tipologie in questione sono tre:

Acufeni adiogeni supportati da patologie dell’apparato uditivo da trattare, a seconda dei casi, farmacologicamente, chirurgicamente o con impianto di protesi acustica,

Acufeni somatosensoriali alterazioni o disfunzioni dell’apparato muscolo-scheletrico che richiedono una valutazione ed un eventuale trattamento di tutte le strutture a livello cervicale e mandibolare, come denti, mascelle, muscoli, ATM, nervi.

Acufeni psicogeni strettamente correlati con alterazioni di carattere psicologico in cui si consiglia l’ausilio di un consulente psichiatra o neurologo.

 

Significato psicosomatico

In caso di acufene è bene identificare il tipo di rumore che si sente, ciò che esso rappresenta per noi e capire se ci stiamo mettendo sotto pressione per non ascoltare i propri bisogni o le emozioni legate a questo rumore.

C’è chi sente il canto delle cicale: rappresenta il periodo di vacanze! Il corpo mi sta dicendo che occorre rallentare, fermarsi, concedersi un po’ di ozio.

C’è chi sente strida di uccelli: possono essere paragonate a grida di dolore che si sono sentite in passato e che sono state rimosse dallo stato cosciente.

C’è chi ha la sensazione di orecchie tappate: il tappo rappresenta la chiusura, la paura di perdere la propria autonomia.

C’è chi sente le campane di una chiesa: riporta ad un ricordo poco piacevole, come ad esempio le campane ad un funerale di una persona cara.

In generale posso chiedermi: “ Qual è la pressione di cui mi carico per non ascoltare le mie vere necessità o i sentimenti che provo? Rifiuto forse di ascoltare i miei dubbi perché temo di aver preso una strada sbagliata? Che cosa non voglio sentire nella parte più profonda del mio intimo?  E’ forse il bisogno di fermarmi, di mettere un termine al mio lavoro e di godermi un po’ la vita?”

 

Come si può gestire l’acufene?

A livello farmacologico la terapia è secondaria poiché i farmaci si basano su azione antiossidante e integratori generici che aiutano a mantenere l’omeostasi dell’orecchio interno, ma difficilmente portano a miglioramenti significativi. Ci sono poi terapie a carattere riabilitativo come la Terapia del suono che sembra dare efficacia a lungo termine; essa consiste nel somministrare suoni terapeuticamente adeguati con diminuzione progressiva del fastidio.

La tendenza di tale sintomo a perdurare nel tempo, anche quando la causa viene eliminata o fortemente ridotta, dipende dai tempi necessari al rimodellamento neuroplastico sia anatomico che funzionale dei neuroni coinvolti. L’esperienza percettiva di un acufene produce nuove reti sinaptiche collegate a memoria ed emozioni; quindi i tempi necessari al resetting e alla cancellazione di queste nuove sinapsi non sono brevissimi.

 

Curiosità… acufene = nuova malattia

Molti pazienti che soffrono di tale disturbo lo considerano un sintomo grave, indice di danno permanente all’udito che porterà a sordità, tumore cerebrale, problemi vascolari, malattie mentali. Quasi tutte le persone temono che possa diventare sempre più forte e invadente, incurabile. Viene vissuto come un’invasione al proprio territorio, un qualcosa che disturba la pace e la tranquillità di sempre.

Molte persone lamentano la perdita del silenzio come qualcosa di cui si gratificavano e che custodivano preziosamente. Sfortunatamente le paure possono essere aggravate da racconti di esperienze di amici che dicono di essersi rovinati la vita a causa di tale disarmonia; questo è counseling negativo. Viene enfatizzato troppo come male inaffrontabile e devastante, cosa che di fatto non è. La paura, la rabbia, il senso di colpa, sono emozioni molto forti correlate al nostro istinto di sopravvivenza e aumentano, di conseguenza, l’attenzione della persona nei confronti dell’acufene.

Occorre pertanto cercare di mantenere un atteggiamento positivo e pensieri positivi, lasciando da parte paure e non lasciandosi condizionare dal vociferare di chi ci sta intorno

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Dr.ssa Federica Zanca
Dott.ssa in Pedagogia a indirizzo filosofico- psicologico, Naturopata psicosomatico e operatrice del benessere.Lavora con diverse terapie olistiche di medicina naturale. Verona
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